Ilva: siamo a una svolta? 10mila assunzioni ma i sindacati sono contrari

di Daniele Pace Commenta

ILVAL’Ilva potrebbe essere a un punto di svolta. Nella notte si è ripartiti con un tavolo, tra sindacati, proprietà e Ministero dello Sviluppo Economico. I proprietari della ArcelorMittal mettono sul piatto 10mila assunzioni, ma per i sindacati Fim, Fiom e Uilm c’è un “Clima pesante, posizioni lontanissime”. Le confederazioni bocciano la bozza di Arcelor-Mittal.

Cosa succederà

Si inizia la discussione dalla bozza di accordo dove la proprietà ha messo sul piatto 10.100 assunzioni per il 2018, e poi 200 fino al 2021. Poi gli operai senza un posto, fino al 2023. I sindacati volevano conservare il lavoro per tutti i 14mila lavoratori dell’Ilva.
Qui le convergenze. Poi ci sono però le divergenze, a partire dai “costi invariati come condizione per garantire la piena occupazione al 2023”. In questo passaggio, i sindacati protestano. Per la proprietà subentrante, “il costo del lavoro verrebbe mantenuto invariato tramite riduzione degli orari di lavoro”. Questo era il tema della notte.
Secondo la bozza, l’amministrazione straordinaria cesserà comunque non prima del 23 agosto 2023. La nuova proprietà prevede anche “altre misure”, con 250 milioni di euro stanziati per formule di uscita dal lavoro per circa 2500 operai.

In mattinata si saprà di più, ma per l’Ilva qualcosa si muove.

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