Industria chimica: le caratteristiche dell’europio

L’industria chimica annovera una serie di elementi metallici di cui si sente parlare molto poco: non a caso, il gruppo in questione è stato ribattezzato da tempo “gruppo delle terre rare”, anche se ultimamente ci sono state delle compagnie e delle banche che hanno puntato su di essi per proporre i loro nuovi strumenti finanziari. Un elemento molto interessante è senza dubbio l’europio, il quale ha numero atomico 63 e peso atomico pari a 152. L’appartenenza al novero menzionato in precedenza è dovuta soprattutto al fatto che si tratta di una delle terre rare meno abbondanti in assoluto di tutti gli altri elementi: ciò nonostante, questo non impedisce che l’europio stesso sia molto volatile, il più volatile in assoluto del gruppo, oltre a rappresentare l’elemento metallico che ha le caratteristiche peculiari più note.

Al punto di fusione, infatti, esso può già vantare una tensione piuttosto considerevole per quel che concerne il vapore. Il metodo di preparazione che può essere considerato più conveniente è senza dubbio quello che consiste nel riscaldamento, sotto vuoto e a temperature che sono superiori ai mille gradi centigradi, una miscela formata da ossido di europio con anche il lantanio metallico. Che cosa si ottiene in questo modo?

Il metallo si presenta in pratica come molto morbido, quindi viene attaccato immediatamente dall’aria; le sue caratteristiche chimiche, comunque, sono in tutto e per tutto simili a quelle dei metalli pesanti che fanno parte del secondo gruppo del sistema periodico (di esso fanno parte, ad esempio, il bario e il berillio). Nei suoi composti, l’europio si comporta in prevalenza da bivalente, ma esistono anche delle situazioni da trivalente. I suoi isotopi stabili presentano una massa 151 e 153 e per questo motivo il metallo è caratterizzato da un notevole interesse, per lo meno teorico, per quel che concerne la fabbricazione di barre moderatrici di reattori nucleari.