Dall’innovazione applicata la terza rivoluzione industriale?

di Redazione Commenta

È tipico di politici ed istituzioni incoronare una innovazione o un fenomeno come l’evento clou della cosiddetta “terza rivoluzione industriale”.

Non è stato da meno Antonio Tajani, numero due della Commissione Europea nonché responsabile per i settori dell’industria e dell’editoria, il quale ha voluto fare riferimento all’innovazione applicata per spiegare tale fenomeno: il suo intervento presso il Ccr di Ispra, il centro comunitario di ricerca, si è incentrato soprattutto sul ruolo della ricerca. In particolare, secondo Tajani, da questo punto di vista Giappone e Stati Uniti vantano una leadership indiscussa rispetto al Vecchio Continente, un primato che deve essere relazionato al prodotto interno lordo.

Fra tre anni, poi, anche la Cina potrebbe superare l’Europa e lo stesso discorso vale per l’India, uno dei mercati emergenti più ambiziosi. L’obiettivo è quindi quello di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione industriale per l’economia: una soluzione potrebbe essere quella di tagliare i costi della politica, facendo così partire questa sospirata rivoluzione industriale del XXI secolo.

Non è un caso che questo convegno sia stato promosso da Confindustria, a questo punto bisogna focalizzare l’attenzione sull’incremento della quota di pil da destinare alla ricerca, soprattutto quella che riguarda l’istruzione universitaria e la green economy.

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