Inquinamento industriale: l’aiuto offerto dalla biotecnologia

di Redazione Commenta

L’utilizzo della biotecnologia per contrastare l’inquinamento industriale è una delle principali sfide che l’Unione Europea vuole affrontare attraverso un apposito progetto di ricerca. Per capirlo meglio, bisogna spostarsi presso l’Università di Friburgo, in Germania, visto che è proprio qui che un team di biologi sta facendo crescere del muschio in un ambiente controllato. Questa pianta tipica del sottobosco è piuttosto utile come bioindicatore dei contaminanti dell’aria, visto che è privo di radici e riescono ad assorbire una massa interessante.

Come spiegato dai ricercatori stessi, il muschio è stato scelto per poter visualizzare nel migliore dei modi tutte le strutture, senza dimenticare che è in grado di ripulire efficacemente le particelle tossiche. Le spore che caratterizzano la pianta in questione, poi, permettono di farne crescere una nuova. Attraverso il monitoraggio dei livelli di nitrogeno e degli ossidi solforosi, per non parlare di metalli più pesanti come il cadmio, il piombo e il nickel, si possono raggiungere risultati migliori rispetto a quelli delle tecnologie attuali ed esistenti, le quali peccano in fatto di precisione e anche di costi economici. L’innovazione dell’Ateneo teutonico è quella di coltivare delle quantità piuttosto grandi di muschio di torba, per poi sottoporle a un rigido controllo in base alle condizioni di laboratorio.

La tecnica di cui si sta parlando, tra l’altro, viene testata e sperimentata da diverso tempo presso Santiago di Compostela, in Spagna. In quest’ultima città iberica, infatti, tre diversi esemplari di muschio sono stati esposti all’aria per tre settimane di fila, così da poter accumulare tutti gli elementi responsabili dell’inquinamento. Dunque, si possono citare come esempi i gas di scarico delle autovetture che circolano, ma anche le emissioni degli stabilimenti industriali, per non parlare del traffico stradale. Le analisi di laboratorio tengono conto pertanto di molte influenze atmosferiche. I contaminati sono piuttosto pericolosi, in quanto capaci di rovinare fiumi e acque del mare.

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