La Confindustria chiede di sbloccare i cantieri italiani

sblocca cantieriConfindustria interviene al Senato, convocata per il decreto Sblocca cantieri, e lancia l’allarme:

“è necessario riaprire subito i cantieri fermi, completare i lavori che sono sospesi e utilizzare le risorse già stanziate”.

L’Italia vede il solito problema sui lavori pubblici. O si bloccano, oppure sono inquinati dalla corruzione. In entrambi i casi, questo blocca il paese.

L’intervento

Per l’Associazione degli industriali si tratta di un problema urgente:

“L’ambito di intervento più urgente, oltre che in grado di esplicare più rapidamente effetti positivi sull’economia reale, era e rimane lo sblocco delle opere già programmate e finanziate e che, tuttavia, risultano bloccate”.

Da qui si conosceranno “gli effetti sull’economia”, servono efficacia e semplicità delle misure, per velocizzare i tempi di attuazione. Per Confindustria, i tempi sono una questione centrale. Non si può attendere, sia perché ogni ritardo rallenta l’economia, sia perché i fondi europei possono essere persi per le lentezze burocratiche del nostro paese.

Quindi l’associazione chiede che il Governo usi tutti i poteri di cui dispone, ricorrendo anche a quelli sostitutivi, e garantire così tempi veloci che la pubblica amministrazione non riesce a garantire.
Comunque il giudizio di Confindustria sullo sblocca cantieri è positivo.

Lo considera “un segnale di inversione di tendenza nelle politiche del governo, nella direzione di una ritrovata attenzione alle ragioni della crescita economica, sebbene, nelle stime del Governo stesso, l’applicazione di entrambi i provvedimenti avrebbe un limitato impatto positivo sulla dinamica del pil, pari a 0,1 punti percentuali nel 2019 e 0,2 nel 2020”.