Economia italiana vicina al punto zero. Ma non ci saranno manovre

di Daniele Pace Commenta

 Leconomia italiana è sempre più vicina al punto zero. Zero Pil, mentre crolla anche la produzione industriale europea. Ma il vecchio continente viaggia comunque ad altri ritmi, seppur bassi, invece dello zero assoluto in cui si trova l’Italia, certificato anche dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, dove interviene anche sulle banche. È vero che l’Europa frena, ma l’Italia sembra aver ingranato la retromarcia.

Le parole di Tria

“Siamo di fronte a un rallentamento della crescita in Europa. Si è fermato il motore, la Germania, di conseguenza si è fermata la parte più produttiva dell’Italia, quella del manifatturiero che esporta. Poi, visto che da dieci anni cresciamo un punto percentuale in meno del resto d’Europa, significa che la nostra economia è allo ‘zero’ mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento. Non faremo manovre restrittive e correttive, nessuno ce le chiede”, rassicura il ministro.

Ma sul ministro entra a gamba tesa il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che dice:

“Prendiamo atto di una crescita che non c’è e diamoci una mossa. Se le divergenze sono strutturali bisogna prenderne atto e non andare avanti e galleggiare. C’è una manovra a fine anno da fare”

Il ministro Tria vuole però rilanciare il sistema a partire dagli appalti:

“Credo che serva una normativa che applichi la direttiva europea, così buona parte dei lavori partirebbero. In questi giorni approveremo il cosiddetto Sblocca-cantieri e le misure necessarie per contrastare la stagnazione: mi auguro che passino in fretta, prima del Documento di economia e finanza”.

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