Modelli e tipologie di piattaforme elevatrici

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In ambito logistico e di movimentazione di merci all’interno di grandi magazzini e depositi, l’utilizzo delle piattaforme elevatrici è ormai diventato imprescindibile, anche se la loro grande versatilità di impiego ne fa un macchinario utilissimo anche in altri ambiti, grazie alla capacità di sollevare e abbassare facilmente carichi e materiali ad altezze desiderate, il tutto in condizioni di sicurezza per gli operatori e per i carichi stessi.

Si tratta di macchinari di piccole, medie e grandi dimensioni, costituiti da un pianale superiore, detto anche di carico dove vengono posti i materiali da sollevare, da un piano inferiore di appoggio e da un pantografo mosso da un sistema di sollevamento oleodinamico a uno o più cilindri.

Esistono due principali tipologie di piattaforme elevatrici idrauliche: le piattaforme a pantografo, le piattaforme di lavoro mobili elevabili e quelle autosollevanti.

Piattaforme di lavoro a pantografo

Le piattaforme elevatrici a pantografo, diventate un’attrezzatura di utilizzo molto comune in vari campi, rappresentano la migliore soluzione per la movimentazione di carichi, merci e persone nel pieno rispetto delle normative europee sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Costituite da uno o due pantografi idraulici (monocolonna o a due colonne), sono principalmente utilizzate nel settore della logistica all’interno di grandi magazzini, depositi industriali e aree di stoccaggio.

Di dimensioni, portata e altezze raggiungibili diverse, le piattaforme a pantografo sono ormai la migliore alternativa ai classici sistemi di sollevamento come gru, piattaforme aeree e ai tradizionali carrelli elevatori.

Alcuni tipi di piattaforme elevatrici a pantografo possono essere installate in fossa, ovvero in un apposito alloggiamento realizzato sul pavimento industriale del magazzino/opificio/stabilimento.

Piattaforme di lavoro mobili

Le piattaforme di lavoro mobili elevabili, come suggerito dal termine stesso, sono macchinari che non richiedono un’istallazione fissa ma possono essere usate in luoghi e posizioni diverse con la possibilità di raggiungere altezze variabili, a differenza di montacarichi e ascensori da cantiere che presentano step predefiniti di salita del piano di carico.

Analogamente a quanto avviene per le piattaforme a pantografo (tecnologia utilizzata anche per le piattaforme mobili), sono progettate per offrire il massimo livello di sicurezza per operatori e carichi e per eseguire un dato numero di cicli di lavoro (ovvero, in parole semplici, un determinato numero di sollevamenti e rispettivi abbassamenti). Tale numero viene monitorato continuamente tramite un contatore che avvisa quando è giunto il momento delle operazioni di revisione e manutenzione della piattaforma elevatrice.

Tra le piattaforme mobili vengono annoverate anche quelle utilizzate per le operazioni di carico e scarico di camion utilizzate nei centri logistici o negli interporti.

Piattaforme autosollevanti

Si tratta di attrezzature utilizzate prevalentemente per operazioni di installazione e manutenzione di strutture industriali e non, capaci di sollevare uomini, materiali e mezzi ad altezze anche considerevoli e caratterizzate da velocità e facilità di montaggio.

Indipendentemente dal modello e dalla tipologia della piattaforma elevatrice, occorre sempre tener presente, oltre alle esigenze operative che spingono all’acquisto di queste attrezzature, il livello di sicurezza e l’affidabilità costruttiva garantita dal produttore, trattandosi per l’appunto di macchinari che movimentano merci e materiali molto pesanti anche in ambienti di lavoro diversi tra loro ma comunque non privi di rischi.

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