Le tipologie di presse meccaniche per i processi industriali

di Daniele Pace Commenta

Dettagli utili per conoscere meglio le macchine di cui abbiamo bisogno

Lo stampaggio, la tranciatura, l’imbutitura, la sbavatura a caldo: sono tutte lavorazioni che possono essere effettuate con una pressa per la lavorazione di manufatti in metallo. A seconda dei volumi di produzione e delle dimensioni si sceglie la lavorazione desiderata. Per esempio, per i lotti di produzione più grandi, relativi a oggetti di dimensioni contenute, si ricorre allo stampaggio a freddo: è quello necessario, tra l’altro, per i bulloni e per le viti. Le presse in questo caso comprimono il materiale e con uno stampo caratterizzato dal “negativo” del pezzo permettono di ottenere la forma voluta. Visto che il livello di precisione dimensionale è alto, in genere non c’è bisogno di ulteriori finiture.

presse meccaniche

Varie tipologie di presse

Il mercato mette a disposizione una gamma molto vasta di presse: ecco, allora, le presse da banco, le presse meccaniche automatiche, le presse pneumatiche e le presse manuali. In base al modello per cui si opta, si può arrivare fino a una pressione di 6 tonnellate e mezzo.

Le presse meccaniche

Il ricorso alle presse meccaniche è raccomandato per la tranciatura e la punzonatura, due lavorazioni della lamiera che servono, tra l’altro, nel settore elettronico, nell’industria del mobile e nell’automotive. La pressa funzione grazie all’energia cinetica che si accumula per effetto di un volano che un motore elettrico fa girare per mezzo di cinghie in gomma di forma trapezoidale. L’energia meccanica che viene erogata permette di lavorare il pezzo, con la mazza che viene spinta e al tempo stesso movimentata in direzione del piano riportato che accoglie gli stampi.

Le alternative

Mentre le presse meccaniche, come si è visto, vengono azionate grazie a un motore elettrico, le presse idroformatrici si servono dell’acqua per garantire la pressione. Un pistone spinge il liquido all’interno di una camera di pressatura: il materiale che deve essere lavorato è spinto contro lo stampo e l’acqua in ingresso esercita una pressione tale da deformarlo. Nel caso di una pressa oleodinamica o idraulica, invece, si aziona – sempre attraverso un motore elettrico – una pompa che permette all’olio di raggiungere un pistone: questo spinge poi la piastra sul materiale che deve essere pressato, mentre una valvola permette di regolare la pressione.

La differenza tra una pressa meccanica e una idraulica

Come si nota, la differenza tra una pressa idraulica e una meccanica sta nel fatto che la seconda non funziona grazie a materiali terzi. Ci sono, poi, diverse tipologie di presse meccaniche: quelle rotative o a rulli e quelle a movimento alternato o a piani.

Manuale o automatica?

Le presse manuali meccaniche sono conosciute anche come presse da banco. Esse sono formate da un albero portante grazie a cui la pressa viene fatta scendere, complice l’azione di una leva, affinché l’oggetto che deve essere lavorato venga premuto contro una superficie di ampiezza variabile. Le presse manuali vengono utilizzate non solo per le lavorazioni artigianali, ma anche a livello industriale. Un livello di complessità più elevato, invece, caratterizza le presse automatiche, che sono direttamente ancorate alle linee di produzione delle industrie e risultano più potenti. La qualità dei risultati che si ottengono con queste presse è superiore, anche in termini di efficienza e affidabilità.

Lo stampaggio a caldo: pro e contro

Con le presse si può procedere anche allo stampaggio a caldo, che viene utilizzato per la produzione di manufatti che hanno sezioni di spessori differenti o per oggetti di medie e piccole dimensioni per lotti di grande e media produzione. Il materiale che deve essere stampato viene preriscaldato e poi pressato, in modo che possa raggiungere la forma voluta, sempre grazie a uno stampo che presenta il “negativo” del pezzo. Va detto che non si può beneficiare di una elevata precisione dimensionale, e infatti in genere c’è bisogno di ricorrere a finiture supplementari e lavorazioni meccaniche aggiuntive.

Le caratteristiche della tranciatura

Per quanto riguarda la tranciatura, invece, il tasso di precisione assicurato è molto più elevato. Essa si effettua a temperatura ambiente, e consente di ottenere manufatti in lamiera con uno stampo a partire da nastri o fogli in metallo. Con la tranciatura si possono produrre cofani di automobili o componenti molto più piccole, come per esempio una rondella.

Gli ambiti di utilizzo

Che si tratti di produrre componenti, di incollare strati o di compattare materiali, le presse meccaniche si dimostrano sempre versatili. La scelta della tipologia manuale o di quella automatica varia in base al materiale su cui si deve intervenire e alla lavorazione che deve essere effettuata. Di certo le presse automatiche assicurano una produttività più elevata in tempi più rapidi; il ciclo continuo, peraltro, permette di ridurre i tempi di carico e scarico, che sono a tutti gli effetti tempi morti. Inoltre, la qualità superficiale è quasi sempre migliore.

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