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  • 26
  • dic
  • 2011

Come localizzare le centrali elettriche e a turbogas

Di Simone Ricci, in Impianti industriali.

turbogas livorno Come localizzare le centrali elettriche e a turbogasLa localizzazione delle centrali e delle linee di trasmissione dell’energia elettrica va effettuata con la massima cura possibile: questa operazione, insieme all’autorizzazione alla costruzione e l’esercizio di centrali termoelettriche e turbogas devono prendere sempre come punto di riferimento la cosiddetta Valutazione di Impatto Ambientale (meglio nota con l’acronimo Via). Secondo quanto prevede la disciplina normativa attualmente in vigore, la costruzione di impianti elettrici che possono contare su una potenza superiore ai trecento megawatt termici rappresenta un’opera di pubblica utilità ed è quindi soggetta all’autorizzazione unica, la quale viene solitamente rilasciata a livello ministeriale.

L’esito positivo della Via si caratterizza come una parte integrante e una condizione necessaria del procedimento autorizzatorio a cui si sta facendo riferimento; l’istruttoria in questione, dunque, viene a conclusione quando è stata acquisita la valutazione ambientale, in ogni caso entro un termine di centoottanta giorni dalla data di presentazione della richiesta. Il rilascio, poi, deve poter contare anche sul parere motivato da parte del comune competente e della provincia nel cui territorio verranno costruite queste specifiche opere. Tra l’altro, la legge prevede anche che, nell’ipotesi di opere che comportano una modifica degli strumenti urbanistici e del piano regolatore portuale, il rilascio produce i propri effetti solamente ai fini della variante urbanistica. Un altro testo normativo piuttosto importante è la Legge 239 del 2004, la quale ha introdotto il principio di compensazione, utile per bilanciare l’impatto a livello ambientale delle infrastrutture energetiche.

Secondo quanto prevede il primo articolo di tale legge, infatti, quando gli impianti prevedono una potenza termica che non è al di sotto dei trecento megawatt già citati in precedenza, questi possono ricevere un contributo compensativo di venti centesimi di euro per ogni megawattora di energia elettrica che è stata prodotta, limitandosi comunque ai primi sette anni di attività (si tratta del rimborso per il mancato uso alternativo del territorio e per l’impatto di tipo logistico).

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