La rivoluzione dell’IVA

di Daniele Pace Commenta

Dal primo luglio ci sarà una vera e propria rivoluzione per quel che riguarda l’IVA tra le aziende. Se per il consumatore non ci saranno cambiamenti, per le aziende le modifiche sono sostanziali. Infatti, per il 20% de totale, il pagamento non sarà più a carico del venditore, ma a carico dell’acquirente. Queste sono le riforme sostanzialmente introdotte con due nuove regole chiamate split payment e reverse charge. Sono le nuove misure adottate dal governo per reperire i fondi per la manovra richiesta da Bruxelles. Con lo split payment, si vuole reperire un miliardo solo per quest’anno, o megli per i sei mesi rimanenti, visto che la sua introduzione sarà effettiva dal 1o luglio. Il pacchetto di misure è parte della compliance fiscale, inglesismo che indicherebbe la fedeltà al fisco, con il quale il governo intenderebbe combattere l’evasione. Si tratta di un’inversione dell’onere del versamento, che applica la teoria che vede chi compra meno propenso all’evasione, rispetto a chi vende. La sperimentazione di questo metodo, adottata già da due anni nella pubblica amministrazione, ha mostrato dei successi incoraggianti, ma i critici, affermano che il test sia poco significativo, in quanto non ci si aspetta evasione dalla pubblica amministrazione, che ha poco interesse a trattenere profitti in nero.

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