Anche i Giovani di Confindustria sono insoddisfatti della Legge di Stabilità

di Redazione Commenta

Sono passati solo pochi giorni dall’emanazione della Legge di Stabilità, la legge che avrebbe dovuto mettere in campo una serie di provvedimenti finalizzati a promuovere lo sviluppo e la crescita industriale e, in primo luogo, ad abbattere il cuneo fiscale, che da così tanto tempo pesa sulle spalle delle imprese italiane. 

Il Presidente di Confindustria commenta le misure della legge di Stabilità

Ma l’attuale volto della Legge di Stabilità non ha mancato di deludere le aspettative di molte frange della compagine sociale, comprese quelle degli industriali. Così, dopo gli amari commenti alla Legge di Stabilità rilasciati dal Presidente dell’Unione degli Industriali Italiani Giorgio Squinzi, arrivano anche i commenti dei Giovani Imprenditori di Confindustria, attraverso le parole del loro Presidente Jacopo Morelli.

Per Confindustria la produzione italiana è in aumento a settembre 2013

Per Jacopo Morelli, infatti, la Legge di Stabilità proposta non è stata così di rottura come ci si sarebbe aspettato in un periodo di grande necessità per il Paese e non ha prodotto quelle riforme che averebbero decretato la fine dell’austerity e la ripresa degli investimenti. 

Al contrario l’Italia appare ancora afflitta dai problemi del passato, come quello del cuneo fiscale, che pesa sia sulle spalle dei lavoratori per il 50% della retribuzione, sia sulle imprese, che in Italia hanno un total tax rate pari al 68,7%.

L’Italia, secondo Morelli, avrebbe invece bisogno di una politica industriale del tutto nuova, che fosse in grado di abbattere la pressione fiscale, ma anche risolvere gli altri gravi problemi che impediscono all’industria italiana di acquisire competitività a livello europeo, come l’incertezza del diritto.

 

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