Archeologia industriale: domani sarà inaugurato il Magma di Follonica

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Museo delle Arti in Ghisa nella Maremma, più semplicemente Magma: a Follonica (provincia di Grosseto) si è deciso di dare la giusta importanza che merita all’archeologia industriale del luogo, tanto da far tornare a nuova vita il forno fusorio che ormai risultava abbandonato da più di mezzo secolo. La ristrutturazione completa e il nuovo allestimento hanno consentito di dar vita a questa struttura, un museo moderno e interattivo che si spera possa attirare più visitatori possibili. Si sta parlando delle prime fonderie che risalgono al XIX secolo, impianti industriali che hanno fatto dominare la siderurgia locale per anni e anni.

Con il Magma si è deciso di far convivere idealmente gli stabilimenti originali con le tecnologie multimediali più moderne in assoluto. In pratica, si può parlare a ragione di un vero e proprio viaggio virtuale, sia nel tempo che nello spazio. In questa maniera sarà possibile scoprire una buona parte della storia della siderurgia del nostro paese, il tutto all’interno di uno splendido esempio di archeologia industriale. Il connubio arte-industria è sempre quello più gettonato in questo senso e andrebbe sviluppato ulteriormente anche in altre parti d’Italia. L’inaugurazione ufficiale è prevista per la giornata di domani, più precisamente alle cinque di pomeriggio.

Si è scelto di presentare il Magma con un apposito evento, il quale verrà preceduto da una conferenza stampa in programma tra poche ore a Palazzo Strozzi sacrati, a Firenze. La giornata odierna sarà caratterizzata dalla presenza di importanti esponenti, vale a dire Cristina Scaletti, numero uno dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione Toscana, e il primo cittadino di Follonica, Eleonora Baldi, insieme al vicesindaco Andrea Benini. Il museo promette molto, ma deve essere solamente la prima tappa di un percorso obbligato: ispirandosi magari al modello tedesco, il Belpaese può ampliare a macchia d’olio l’edificazione e l’allestimento di edifici che esaltino nella maniera più idonea il nostro patrimonio industriale.

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