Confimea, PNRR come base della rinascita industriale

di Redazione Commenta

Nel corso degli Stati generali tenutisi a Gubbio, Confimea imprese ha lanciato un messaggio forte e chiaro: sarà in prima linea nel cambiamento necessario all’Italia per poter ottenere investimenti sul lungo termine.

Il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza deve essere il primo passo, su questo sono concordi tutti, per far sì che le Pmi Italiane e più in generale il settore industriale possano superare le loro criticità.

L’Italia è l’unico paese nel quale negli ultimi trenta anni lo stipendio dei lavoratori è diminuito invece di adeguarsi al costo della vita: fattore gravissimo che ha portato a un gap di competitività serio tra il tessuto produttivo italiano e quello degli altri paesi europei, con importanti conseguenze aggravate dalla pandemia di Coronavirus, soprattutto in campo occupazionale e finanziario.

Come ha sottolineato nel corso degli Stati Generali anche il consigliere parlamentare Renato Loiero, illustrando le schede del nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e quella che sarà la suddivisione dei 191, 5 miliardi destinati all’Italia, questa importante immissione di liquidità sarà accompagnata da “una serie di riforme abilitanti, che dovrebbero consentire a queste risorse di rilanciare l’economia dell’offerta”.

Il piano, va sottolineato, va a rispondere a quei problemi che nel corso del dibattito sono stati presentati anche dal Presidente Nazionale di Confimea Imprese Roberto Nardella: innovazione e digitalizzazione, inclusione sociale e transizione ecologica.  Parte del fondo, circa 68,6 miliardi, sono stati stanziati per migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico per garantire l’attuazione di una transizione ambientale inclusiva ed equa: 31,9 miliardi sono stati invece impegnati nel miglioramento del sistema formativo soprattutto per quel che concerne le competenze tecniche, scientifiche e digitale.

Più di 49 miliardi saranno investiti proprio per sostenere l’innovazione all’interno del sistema produttivo italiano, senza lasciare indietro due suoi settori di primaria importanza come il Turismo e la Cultura. Infrastrutture e impegno nel Mezzogiorno saranno l’obiettivo di spesa di parte dei fondi: qualcosa che combacia perfettamente con le richieste espresse da Confimea a Gubbio in merito al Sud del paese e alla necessità di investire per eliminare il gap presente con il Nord della penisola per ciò che concerne Pmi e lavoro.

Particolarmente incisivo si è rivelato, nel corso della discussione tenutasi nel corso degli Stati generali, l’intervento dell’On. Cosimo Ferri, il quale ha sottolineato l’importanza di coinvolgere gli imprenditori italiani nell’accesso alle risorse offerte dal PNNR e non solo: un ruolo importante deve essere dato loro anche nel cambiamento necessario in ambito burocratico e giudiziario-civile.

“Oggi l’economia può ripartire “, ha sottolineato, “solo se lo Stato e il Governo aiutano veramente le imprese con una pressione fiscale più bassa, un costo del lavoro minore, con gli incentivi che arrivino in tempo. Bisogna poi anche aiutare le imprese in crisi”. Confimea è pronta ad affrontare questa sfida.

 

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