Detroit punta al modello industriale di Torino

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Detroit che prende spunto da Torino per il proprio sviluppo industriale?

L’accostamento, già di per sé inevitabile tra due città che si caratterizzano per la forte presenza dell’industria automobilistica, diventa ora più intenso grazie ai programmi dell’amministrazione americana: in effetti, gli abitanti tra la sede della General Motors e quella della Fiat sono i medesimi, ma il tessuto urbano potrebbe essere sfruttato in maniera migliore. Gli obiettivi del primo cittadino, Dave Bing, sono piuttosto ambiziosi, vale a dire l’eliminazione di quelle costruzioni immobiliari che non possono più essere utilizzate e un nuovo slancio alla città stessa.

Ma a quale “modello Torino” si ispirano esattamente? I problemi passati del capoluogo piemontese sono identici a quelli attuali di Detroit; il centro cittadino è improntato soprattutto alla finanza, ma lo si può popolare nuovamente di turisti e gente comune, anche se la rete infrastrutturale potrebbe risentirne e vi sono troppi quartieri che non beneficiano dell’illuminazione notturna. Ma l’entusiasmo non manca e le attrattive vi sono tutte.

Ad esempio, si pensa già a delle strutture dove possa trionfare l’archeologia industriale: il contributo più prezioso, però, potrebbe giungere da Chrysler, altro colosso automobilistico che ha sede qui e che potrebbe agevolare i finanziamenti che sono necessari.

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