La media impresa il motore dell’industria italiana

di Redazione Commenta


La crisi economica nel nostro Paese non si arresterà facilmente, bisognerà attendere anni ed anni prima di vedere un reale cambiamento, ma alcune industrie stanno mantenendo a galla tale settore grazie principalmente alle vendite recapitate all’estero.

Riparte l’industria fotovoltaica e già questo può considerarsi un elemento positivo per la crecita di lavoro e di produzione. Chiaramente c’è da salvaguardare il made in Italy, ma per ora il vero motore dell’industria italiana è la media impresa.

Questo significa che i grandi colossi industriali italiani non sono riusciti a trascinare l’economia italiana fuori dal periodo negativo. E’ toccato invece alle medie imprese avere un potere maggiore a livello economico, con un fatturato nettamente superiore alle altre tipologie industriali. Nonostante la media impresa sia penalizzata dall’imposizione fiscale c’è stato lo stesso un valore positivo del più 14% rispetto al settore manifatturiero e bel del 20% in più riguardo invece proprio alle grandi imprese. E’ a questo punto l’industria media che può considrarsi il motore della nostra economia, un fattore positivo dettato principalmente dalle vendite all’estero che sono aumentate notevolmente. Anche il capitale investito della media impresa ha fatto registrare segnali di grande ripresa con una positività del 5,5%.

I dati più confortanti arrivano dal mercato straniero, basti pensare che i principali settori manifatturieri italiani hanno realizzato la percentuale maggiore del proprio fatturato grazie all’esportazione, si parla dell’88% dei guadagni arrivati dall’estero e solo il 12% dal mercato italiano. Segnali positivi anche da parte dell’inustria lattiero-casearia punta sulla tracciabilità per il futuro, si tenta insomma di esportare i propri prodotti all’estero, ma dando sempre un occhio di riguardo alla qualità e al made in Italy. Ci ritroviamo quindi ad avere alcuni segnali positivi dal mondo dell’industria italiana grazie alla media impresa, mentre continuano ad essere piuttosto in difficoltà i grandi colossi industriali, con perdite economiche e disoccupazione sempre più crescenti.

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