Gli aiuti di Stato all’industria italiana sono i più bassi d’Europa

di Redazione Commenta

L’industria italiana sconta da alcuni anni il pesante conto della crisi globale, che riduce produzione, fatturato e profitti. Ma non solo. Da alcuni anni a questa parte l’industria italiana ha maturato anche un non troppo lusinghiero primato. E’ infatti l’industria nazionale in Europa che riceve meno aiuti di Stato

Ventunesimo calo consecutivo per l’industria italiana a settembre 2013

Secondo una recente ricerca, infatti, curata dal centro studi Met, l’industria italiana, circa venti anni fa, costituiva una delle realtà del Vecchio Continente che riceveva più aiuti pubblici in assoluto, in modo tale da avere il più alto rapporto in merito al PIL, ma nel corso degli anni successivi gli aiuti di Stato si sono andati sempre più riducendo in modo tale che la loro percentuale è scesa addirittura del 70 per cento.

I comparti che hanno resistito meglio alla crisi secondo Confartigianato

Nel 2012, infine, l’anno scorso, gli aiuti pubblici all’industria sono stati pari a poco più di 2,2 miliardi di euro e dunque inferiori a quelli erogati dalla Gran Bretagna e da altri colossi industriali del momento, come l’Estonia o la Bulgaria. Ma questo, in un momento in cui, in seguito alla crisi economica e finanziaria del 2008 la produzione industriale italiana si è ridotta di un quarto, questa non sembra la soluzione migliore.

Eppure in tempi di spending review presto anche il comparto dell’industria italiana sarà passato al setaccio con l’obiettivo di ridurre le spese ed effettuare dei tagli. C’è da dire, però, che sotto il nome di aiuti pubblici all’industria si nascondono in realtà tante tipologie di finanziamenti che non arrivano affatto nelle casse delle imprese.

 

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