Macchine intelligenti, futuro e presente dell’automazione

di Redazione Commenta

Il futuro è sempre più robotizzato, popolato da macchine intelligenti che sono di ausilio fondamentale nei processi industriali e in grado di alleggerire il carico di lavoro umano. Quello delle macchine intelligenti è un comparto davvero strategico per lo sviluppo dell’industria nel nostro Paese. E’ possibile affermare che l’Italia sia anzi tra i Paesi leader nella ricerca robotica: secondo una recente statistica, inoltre, il settore della robotica collaborativa è in costante crescita ed è probabile che entro il 2027 potrà rappresentare circa un terzo del fatturato legato a questo settore comparto. Ma vediamo che cosa sono i robot collaborativi (detti anche ‘cobot’).

 

 

Si tratta di strumenti industriali di nuova generazione che sono progettati e realizzati per lavorare insieme agli operatori umani, fianco a fianco, sempre nel nome della sicurezza. Non ci sono barriere a dividerli, solo una connessione performante. La
loro specialità è quella di svolgere al meglio certi compiti specifici che apprendono direttamente stando sul campo. Il livello di autonomia può essere più o meno alto, quel che è certo è che stanno davvero rivoluzionando il settore dell’automazione all’interno della fabbrica e quello della logistica: in pratica, si tratta di macchine intelligenti al servizio della moderna industria. E’ da registrare, in generale, un alto numero di investimenti messi a segno in Italia nell’ambito della tecnologia manifatturiera per realizzare il passaggio alla cosiddetta industria 4.0: quest’ultima è
la tendenza dell’automazione industriale a integrare nuova tecnologia d’avanguardia per migliorare la produttività e aumentare la qualità degli impianti. Nell’ambito di manutenzione e componentistica, per le aziende è decisivo potersi affidare a veri e propri specialisti del settore come è nel caso di Technology BSA. Questa azienda torinese è in grado di affiancare i clienti, grazie a un’esperienza ultra ventennale, offrendo loro servizi tecnici all’avanguardia e garantendo efficienza ed evoluzione tecnologica continue per sostenere la crescita e lo sviluppo di imprese che fanno
dell’automazione industriale un vero e proprio asset. Il boom sul mercato e la differenza con i modelli tradizionali
I robot collaborativi sono presenti sul mercato dell’automazione ormai da una decina d’anni, un tempo relativamente breve all’interno del quale sono riusciti a realizzare una diffusione decisamente rapida, in linea con quelle che sono le richieste dell’industria. E di conseguenza è sempre in crescita il numero delle aziende che si affacciano alla finestra del pianeta della robotica per scoprire le potenzialità di questi ‘cobot’ e le loro applicazioni. Tra gli specialisti del settore è possibile indicare senza dubbio aziende come Omron, Yaskawa e Panduit che si occupano di tutto ciò che
riguarda modelli e componentistica al servizio di questi strumenti intelligenti. Come lavorano? Secondo altissimi standard che ruotano attorno ai concetti e ai diktat della sicurezza, flessibilità e compattezza. Di sicuro c’è un cambio epocale nelle linee produttive, visto che l’avvento di queste macchine ha dato origine a una intensa e proficua condivisione di spazi e mansioni uomo-robot, che ha cambiato per sempre il modo di concepire la robotica industriale. Che differenza c’è con i ‘tradizionali’ robot industriali? Innanzitutto, il fatto che questi ultimi per poter funzionare e svolgere le loro mansioni hanno necessità di una programmazione preventiva in questo senso.
A differenza del robot collaborativo che invece apprende mentre lavora: memorizza e ripete i movimenti che gli vengono mostrati poco prima dall’operatore umano suo ‘collega’. Per ottimizzare e aumentare l’efficienza della filiera – a prescindere da quali siano i materiali usati, i processi produttivi e i materiali finali – si sceglie di affidare
quei compiti particolarmente usuranti o ripetitivi alle macchine intelligenti.

Un collega meccatronico per l’operatore umano

E’ interessante analizzare la ‘convivenza’ tra l’operaio e il cobot, i quali si trovano a interagire in uno stesso ambiente, del tutto peculiare, come quello di lavoro. Tra i due soggetti non esiste alcuna barriera o separazione di tipo fisico: sono in grado di svolgere le proprie rispettive mansioni di lavoro stando a pochi metri uno dall’altro. Sottolineando anche un vantaggio in termini di risparmio di costo, perché la mancanza di barriere implica anche una ridotta occupazione di spazi per l’azienda. Una convivenza possibile, poiché il cobot è dotato per sua essenza di meccanismi di sicurezza altamente sofisticati e basati su un monitoraggio costante di ciò che avviene nell’ambiente circostante. Una tematica che riguarda in particolare il concetto di ‘Internet of things’, un neologismo che definisce un futuro dove tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo di tipo attivo grazie al collegamento con la rete. Per capire, attraverso l’ausilio di telecamere e di sistemi in grado di scongiurare possibili collisioni, i robot collaborativi coordinano ogni movimento con quello degli operatori in modo da evitare incidenti e interruzioni. Queste macchine rispettano in autonomia le distanze di sicurezza con gli umani: si fermano al minimo contatto e rallentano quando l’operatore entra nell’area di lavoro. Inoltre è possibile programmare quelli che saranno sia le distanze che i tempi di arresto, in modo da riuscire a garantire il più alto livello di flessibilità operativa. Altra caratteristica decisiva e caratterizzante di queste macchine intelligenti è il fatto di essere riprogrammabili. Si intende cioè che possono essere progettati per svolgere ulteriori e diverse mansioni, con la possibilità di destinare quella stessa unità ad altri reparti o
settori produttivi: un’opportunità di ottimizzare i tempi e rispondere a una richiesta di flessibilità che arriva direttamente dal mercato.

Evoluzione e vantaggi produttivi per le imprese

Quello dell’automazione industriale e in particolare della robotica collaborativa è un settore che sta conoscendo senza dubbio una costante evoluzione, sulla quale le aziende stanno lavorando. L’obiettivo comune è quello di riuscire a innovare le strategie in più ambiti distinti, naturalmente relativi al mix di tecnologie che andranno
all’interno del robot collaborativo. E’ uno scenario fluido, anche perché visto lo slancio che sta conoscendo il settore, è già in fase di sviluppo una ‘seconda generazione’ di cobot con l’obiettivo di centrare degli accorgimenti tecnici dal punto di vista dell’hardware. Abbiamo detto che tra i vantaggi dell’impiego di questi robot c’è senza dubbio la possibilità di poter passare da un’attività all’altra senza interruzione. E questo vale a prescindere sia dalla grandezza dell’azienda che dal settore applicativo e dalla tipologia di prodotti: queste macchine sono insomma ideali
anche per linee di assemblaggio che operano su piccoli lotti o su delle produzioni di
tipo misto.

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