Robotica industriale: le ambizioni della città di Qingdao

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I robot industriali non sono certo delle innovazioni strane e inconsuete per quei paesi che vantano le manifatture più avanzate a livello internazionale. Non è un caso, quindi, che il governo cinese stia sostenendo con convinzione Qingdao, città subprovinciale che si trova nella parte orientale della provincia dello Shandong, a diventare la più importante base per quel che riguarda tale settore nella Cina settentrionale. Proprio di recente, c’è stato il debutto del primo “servo robot”, vale a dire un tipo di robot industriale che pesa circa cinquecento chilogrammi.

L’avvenimento in questione ha avuto come sfondo la zona di sviluppo industriale di Qingdao che è specializzata nell’high-tech. La novità industriale appena menzionata è stata progettata da una società del posto, la Qingdao Huadong Engineering Machinery Company, e può essere utilizzata dalle industrie attive nell’ambito della forgiatura, nelle colate metallurgiche e nel trattamento del calore al posto del normale lavoro manuale. Insomma, si sta parlando di macchine che sono in grado di lavorare con estrema precisione e in ambienti che sarebbero altrimenti sfavorevoli per gli esseri umani. Mentre i robot di prima generazione dipendono ancora dall’operazione manuale citata in precedenza, questa innovazione appartiene a pieno diritto alla terza generazione e può essere fatta funzionare senza che ci sia bisogno di persone, senza far venire meno la velocità funzionale (due metri al secondo per quel che concerne l’operatività).

La precisione, inoltre, garantisce una tolleranza inferiore a un millimetro. L’ex Impero Celeste non può che essere dominato da questo gruppo per il settore industriale dei robot. Ormai si sta radicando la convinzione che nel giro di pochi anni la seconda economia mondiale riuscirà a sfruttare i suoi robot industriali meglio che altrove. Il 2013 dovrebbe essere l’anno della istituzione di un apposito centro di ricerca, con un piano che comprende un’area di un chilometro quadrato per accogliere un numero sempre crescente di impianti.

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