Meccanica industriale: i mulinelli dinamometrici, idrometrici e di Robinson

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Quando si parla di mulinello, questa definizione, oltre che per la nautica, è molto utile alla meccanica industriale. In effetti, il riferimento può andare, anzitutto, all’apparecchio che serve per misurare con precisione la potenza dei motori a combustione veloci: la sua struttura è presto detta, si tratta in pratica di un braccio girevole e di due pale tra di loro simmetriche rispetto all’asse di rotazione. Volendo essere ancora più precisi, questo strumento deve essere chiamato “mulinello dinamometrico” proprio per la sua funzione peculiare. Esso viene solitamente collegato all’albero motore e a velocità costante la coppia motrice è equilibrata dalla coppia resistente dell’aria.

L’utilizzo è piuttosto diffuso a livello industriale, in particolare quando si ha a che fare, in officina, con una verifica dei motori a seguito di un certo periodo di funzionamento. Ma questa denominazione può essere sfruttata anche per un altro apparecchio che può sembrare simile, ma che presenta solamente alcuni punti di contatto. Si sta facendo riferimento al mulinello idrometrico. Quest’ultimo, infatti, è in grado di misurare alla perfezione la velocità di scorrimento di una corrente d’acqua: questa peculiarità viene consentita dall’elica che forma lo strumento in questione, elemento realizzato in metallo e montato direttamente su un asse. Il numero totale dei giri che questa stessa elica riesce a compiere in un determinato periodo di tempo è direttamente proporzionale alla velocità di questa corrente che deve essere misurata e nella quale il mulinello è appunto immerso.

Infine, l’industria delle energie rinnovabili deve molto al cosiddetto “mulinello di Robinson. Questo nome indica lo strumento formato da tre o quattro semisfere cave montate in maniera radiale a guisa di pale sopra un asse girevole; l’impiego più frequente, infatti, è quello della misurazione della velocità del vento, visto che quest’ultimo, colpendo le sfere, spinge con maggiore forza quelle che presentano la parte concava che non quelle che sono invece caratterizzate da una sezione convessa.

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