La mostra dedicata all’archeologia industriale della Sabina

di Redazione Commenta

La giornata di domani sarà davvero importante per l’archeologia e il patrimonio industriale della Sabina: è proprio questo, infatti, il titolo della giornata di studio che si terrà a Rieti, più precisamente presso il locale Archivio di Stato, un modo molto utile per esaminare e approfondire quelli che sono i più importanti casi di studio e i relativi progetti di recupero. L’appuntamento in questione, previsto a partire dalle 9:30 di mattina, è stato reso possibile grazie anche e soprattutto alla collaborazione dell’Aipai (Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale), senza dimenticare il fondamentale contributo dell’Icsim (Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa Franco Momiliano).

La giornata sarà dunque dedicata alle relazioni di docenti e ricercatori di ben tre atenei diversi, vale a dire l’Università di Perugia, quella di Roma e il Politecnico delle Marche. In aggiunta, saranno presenti anche gli studiosi di Rieti, come è giusto e normale che sia. Gli argomenti sono presto detti: si parlerà, in particolare, del patrimonio archeologico industriale di questa zona, in primis dello Zuccherificio, dello stabilimento della Snia-Viscosa e di quello della Montecatini, con ampio spazio per la Vetreria che si trova a Poggio Mirteto, le varie centrali elettriche e le miniere per l’estrazione della lignite.

Il pomeriggio, poi, sarà a carattere maggiormente architettonico e storico, con una tavola rotonda di sicuro interesse: in effetti, parteciperanno a quest’ultima il primo cittadino di Rieti, Simone Petrangeli, il presidente della provincia, Fabio Melilli, il numero uno della Camera di Commercio, Vincenzo Regnini, e quello dell’Asi (Area Sviluppo Industriale), Andrea Ferroni. Il 30 novembre 2012, infine, sarà ricordato per l’avvio di due mostre dal sapore storico-documentaristico: la prima sarà dedicata alle testimonianze d’archivio sulla storia industriale di Rieti (a cura di alcune funzionarie dell’Archivio locale), mentre la seconda si concentrerà sulla lettura dello Zuccherificio dal punto di vista fotografico (a cura di Filippo Maria Gianfelice).

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