L’acido fluoridrico ha un’importanza notevole nell’ambito della chimica industriale: si tratta di un composto del fluoro con l’idrogeno (la formula, non a caso, è HF). Lo si può ottenere in modo molto comune facendo reagire un fluoruro, come può essere ad esempio il fluoruro di calcio, con dell’acido solforico, avendo l’accortezza che la concentrazione sia superiore al 90%, seguendo la reazione di spostamento del metallo. Il suo ottenimento, comunque, può avvenire anche per mezzo della combinazione diretta, a temperatura ambiente, di idrogeno e fluoro. L’acido in questione è un gas (la temperatura critica è pari a oltre 230 gradi per la precisione) che, alla pressione atmosferica, tende a liquefare alla temperatura di 19,54 gradi, dando un liquido che non conduce la corrente elettrica.
Il Master di Aghape sul risparmio energetico industriale
Aghape Ambiente, la divisone dell’omonima società di Imola che è attiva nella diffusione delle pratiche sostenibili, sociali ed economiche, ha deciso di organizzare un Master di due giorni dedicato al risparmio energetico industriale: per il momento, si conoscono le date prese in esame, vale a dire i prossimi 19 e 20 febbraio, con l’appuntamento previsto nella sede imolese del gruppo. L’obiettivo di questo corso, come si sarà già intuito, è quello di mettere a disposizione dei partecipanti una panoramica molto ampia sui metodi per analizzare le opportunità del risparmio energetico, sia dal punto di vista termico che elettrico.
L’automazione industriale italiana è in ripresa
Si è appena conclusa l’assemblea generale di Gisi (Associazione Imprese Italiane di Strumentazione), l’ente che riunisce le 270 imprese del nostro paese che sono attive nella strumentazione e automazione industriale: quali dati sono emersi nello specifico? L’obiettivo era ovviamente quello di capire il reale valore di questo mercato. In particolare, il 2011 è stato caratterizzato da un valore complessivo di 3,52 miliardi di euro, con un aumento di 7,2 punti percentuali rispetto a un anno prima. In aggiunta, si tratta di una cifra molto vicina ai livelli registrati prima che scoppiasse la crisi economica, più precisamente nel biennio 2007-2008.
L’importanza industriale della fluoresceina
La fluoresceina è un colorante organico sintetico che è stato scoperto nel 1871 dal chimico Adolf Von Bayer, il quale lo preparò per la prima volta fondendo insieme l’anidride ftalica e resorcina alla temperatura di 180-200 gradi. Le caratteristiche sono leggermente acide e il suo nome deriva essenzialmente dal fatto che le soluzioni del suo sale sodico o potassico, intensamente colorate in rosso, mostrano una fluorescenza giallo-verdastra così intensa da poter essere notato in modo distinto ad occhio nudo e anche in diluizioni che sono piuttosto elevate. In tal caso, si arriva fino a una parte su quaranta milioni.
Industria metallurgica: l’utilizzo del bolo
Con il termine “bolo” si indica di solito una varietà ferrifera di hallosyte e, in senso ancora più generico, un’argilla piuttosto compatta (ecco perché si parla di “terra bolare” in questo caso): quest’ultima presenta tra le sue caratteristiche una frattura di tipo concorde, di colore rosso più o meno intenso, a causa della presenza di sesquiossidi di ferro, alquanto untuosa al tatto per la precisione. Il bolo tipico dal punto di vista storico proveniva una volta da paesi come l’Armenia e la Persia (l’attuale Iran) ed è proprio per tale motivo che vi sono delle varianti per quel che riguarda i nomi. Gli esempi tipici sono quelli di bolo di Armenia, bolo armeno, bolo orientale, bolo rosso.
Il Csi della Provincia di Matera ha il suo periodico d’informazione
Matera Industria e Territorio: è questo il nome che è stato scelto per il periodico nuovo di zecca che andrà ad aggiornare le informazioni relative al consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera (il cosiddetto Csi). Il giornale ha già pubblicato il suo primo numero e avrà una cadenza mensile per quel che concerne la diffusione tramite internet. In effetti, il classico portale dell’ente in questione (Consorzioindustrialematera.it) ospiterà al suo interno questa novità molto interessante. In aggiunta, non bisogna dimenticare nemmeno l’utile newsletter, la quale consentirà di tenere informati tutti coloro che si andranno a iscrivere e che avranno intenzione di ricevere questo giornale nei vari numeri che seguiranno.
Chimica industriale: i composti aliciclici
I composti aliciclici rivestono una grande importanza industriale, in particolare dal punto di vista del settore chimico: si tratta appunto di composti che, pur essendo dotati di una molecola con una struttura ad anelli ( a tre o a più atomi di carbonio per la precisione), hanno il comportamento chimico dei composti alifatici. Questi ultimi, infatti, sono di tipo organico e risultano legati tra loro, andando a formare una catena aperta o ramificata (i tipici esempi di tali composti sono senza dubbio gli alcani, gli alcheni, gli alchini e tutti i loro derivati, allargando il discorso in generale agli idrocarburi).
Archeologia industriale: la mostra sull’ex Zuccherificio di Classe
Il nome è tutto un programma: la mostra che è stata messa a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Ravenna nella nuova galleria di collegamento tra Piazza del Popolo e Piazza delle Antiche Carceri si chiama “Dulcis in fundo, Classe e le sue radici: storia di un’avventura industriale tra ‘800 e ‘900”. In pratica, come si sarà intuito dal riferimento “gastronomico”, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di percorrere idealmente un itinerario di tipo storico e documentario sullo zuccherificio di Classe che si trova proprio nella città romagnola e, più in generale, sull’industria saccarifera.
Industria meccanica: come si realizza l’alettatura
L’alettatura è quel procedimento meccanico-industriale che consiste nell’applicare a delle caldaie e tubi le cosiddette alette di raffreddamento: l’obiettivo è quello di aumentarne la superficie di irradiazione termica. Di solito, possiamo rinvenire queste alette nei motori a combustione interna che sono raffreddati ad aria, visto che servono a facilitare la cessione all’ambiente esterno di una parte del calore, prodotto dalla combustione e dagli attriti, non trasformato in lavoro meccanico. Nelle caldaie, dunque, l’alettatura si può ottenere in maniera diretta dalla fusione, oppure attraverso un’opportuna saldatura.