L’esame della scintilla per la ghisa

L’esame della scintilla, quando viene condotto da un osservatore sperimentato, rappresenta un metodo molto rapido per classificare gli acciai a seconda della loro composizione chimica. È ovvio che non si può in alcun modo sostituire l’esame in questione all’analisi chimica vera e propria e neanche di identificare gli acciai che rilevano dal punto di vista industriale quando hanno una composizione sconosciuta; ciò nonostante, un buon operatore può riuscire a classificare gli acciai al carbonio fino a un contenuto di 0,2 punti percentuali, oltre alla possibilità di identificare gli acciai legati e che contengono cromo, tungsteno, vanadio e molti altri con l’approssimazione dell’1%.

Lavorazione della ghisa: il forno a riverbero

Dalla ghisa di alto forno si può ottenere un ferro di tipo acciaioso, vale a dire un acciaio extradolce, il quale viene chiamato in maniera molto comune “ferro”, nonostante non si tratti di ferro puro: tutto questo avviene nel cosiddetto forno a riverbero, mentre l’operazione vera e propria prende il nome di puddellaggio (lo spunto è venuto dal verbo inglese to puddle, vale a dire “rimescolare”). Nel forno in questione, il focolare è separato dal letto di fusione da un muricciolo; il calore della combustione, inoltre, si riflette sulla massa di metallo per via della particolare curvatura della volta.

Industria siderurgica: il diagramma ferro-carbonio

Il diagramma ferro-carbonio consente di determinare in modo rapido le temperature a cui gli acciai e le ghise subiscono dei cambiamenti di stato: il tipico esempio che si fa è quello del passaggio dallo stato solido a quello liquido, ma non bisogna dimenticare neanche le modificazioni di tipo strutturale. In una scala orizzontale alla base del diagramma sono riportate le varie percentuali di carbonio che sono contenute nell’acciaio o nella ghisa; di conseguenza, il comportamento che assumerà il ferro puro sarà studiato lungo una linea verticale che passa per il punto zero della scala orizzontale.

Il pirometro ottico e quello termoelettrico

Il pirometro ottico a filamento scomparente permette di misurare la temperatura di trattamento termico andando a confrontare l’intensità luminosa del filamento incandescente di una lampada: quest’ultimo è collegato inoltre a un millivoltmetro, con lo sfondo che è costituito dalla figura incandescente del corpo di cui si vuole conoscere la temperatura. Bisogna infatti ricordare che l’intensità della luce delle radiazioni che sono emesse da un corpo incandescente è direttamente proporzionale alla sua temperatura.

I forni industriali a bagno salino

Nei forni a bagno salino, il pezzo che è necessario lavorare viene riscaldato attraverso l’immersione in un apposito bagno di sali fusi, i quali sono in grado di proteggerlo dall’azione nociva che svolge l’ossigeno atmosferico. In molti casi, questi bagni di sale sono utili in qualità di mezzo di raffreddamento ad alta temperatura, un qualcosa di necessario per quel che concerne i trattamenti di tempra interrotta: quest’ultima (la si può definire anche “tempra termale”), viene perfezionata riscaldando il pezzo al di sopra della temperatura critica di trasformazione (tra i 750 e gli 850 gradi), raffreddandolo bruscamente e interrompendo il raffreddamento prima della formazione della struttura martensitica.

I nuovi serbatoi industriali in estrusione rotativa di Formoplast

Tra le novità più interessanti che la Formoplast, colosso tedesco attivo nella progettazione e realizzazione di serbatoi di grandi dimensioni e capacità, figurano senza dubbio i serbatoi industriali in estrusione rotativa: questi ultimi, infatti, sono stati realizzati in polietilene ad alta densità molecolare (quello che di solito viene identificato con la sigla Pe-Hd), ma anche in polipropilene (PP), delle soluzioni più che adatte per contenere i liquidi più corrosivi e pericolosi.

Gas industriali: l’acetilene

L’acetilene è un gas di odore agliaceo, con un forte potere calorifico, esplosivo a pressone superiore a due chilogrammi per centimetro quadrato e che si ottiene ponendo a contatto l’acqua e il carburo di calcio in degli appositi gasogeni. Per quel che riguarda le piccole officine, si usa di solito un gasogeno a caduta d’acqua: quest’ultimo è costituito da una campana in metallo, entro cui si trova appunto l’acetilene che è stato prodotto, con tanto di chiusura idraulica dal bacino sottostante. Nella parte esterna, invece, si trova una vaschetta con dell’acqua che viene fatta cadere sul carburo, contenuto un una cassetta sottostante al bacino.

La saldatura in gas protettivo con elettrodo fusibile

Il metodo della saldatura in gas protettivo con elettrodo fusibile si distingue da altri procedimenti industriali simili proprio per il suo elettrodo: in effetti, quest’ultimo è costituito da un filo continuo che è avvolto su una bobina. L’impianto in questione comprende il generatore di corrente elettrica, la bobina porta-filo, il motorino per l’avanzamento del filo-elettrodo, la bombola che contiene il gas protettivo, munita di riduttore di pressione e misuratore di portata (il cosiddetto “flussometro”) e la pistola porta-elettrodo.

Fra due giorni vi sarà la Fiera dell’Agricoltura di Vacri

Tutti gli appassionati del settore primario non possono lasciarsi scappare un appuntamento che avrà inizio a breve: si tratta della trentacinquesima edizione della Fiera dell’Agricoltura e dell’Artigianato di Vacri, una delle manifestazioni agricole più importanti di tutto l’Abruzzo, rivolta specificamente agli operatori di questa regione ma non solo (la città in questione si trova in provincia di Chieti). L’evento inizierà fra due giorni esatti, il prossimo 31 agosto, per poi terminare il 3 settembre successivo. Un apposito comitato ha organizzato il tutto, come accade di consueto, ma di che fiera si tratta nello specifico?

I macchinari industriali per la rullatura

La rullatura dei filetti è uno speciale tipo di stampaggio (si tratta della cosiddetta laminazione per rotolamento) che si ottiene mediante delle piastre scanalate o di rulli filettati. Quando si ha a che fare con una rullatura con piastre filettate, allora si avvia l’operazione industriale facendo rotolare la vite fra due piastre rigate, delle quali una sta ferma e l’altra si muove, comprimendo la stessa e provocando sulla sua superficie un rifollamento, a cui corrisponde la generazione della parte superiore del filetto stesso.