Secondo Federmeccanica il Decreto Dignità bloccherà il 30% dei contratti

di Daniele Pace Commenta

lavoroIl Decreto Dignità sarà un ostacolo per il rinnovo del 30% dei contratti e metterà a rischio 53mila lavoratori. Queste sarebbero le conclusioni di Federmeccanica, che vede nel Decreto delle conclusioni diverse rispetto a quelle del governo.

Scatta l’allarme dall’indagine congiunturale sull’industria: “il 30% delle imprese non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere”. Migliaia di lavoratori rischierebbero il posto.

Il parallelismo con Assolavoro

Anche l’Assolavoro giunge alle stesse conclusioni. Dal 1° gennaio 2019 le imprese non rinnoveranno i contratti per 53mila persone. In quella data, molti contratti avranno maturato i due anni massimi che il decreto fissa per i contratti a tempo determinato.

Per Assolavoro le conclusioni sono le stesse della Federmeccaica, anche se, precisa, si tratta di “stima prudenziale” e “approssimata per difetto”, dovute agli effetti di “una circolare del ministero (n.17 del 31 ottobre 2018) che ha retrodatato a prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del cosiddetto ‘decreto Dignità’ il termine da considerare per questi lavoratori assunti dalle agenzie”.
Lo scontro è aperto, tra i lavoratori e le aziende. Da una parte, il decreto contiene un principio di uguaglianza per i contratti, e di speranza per i lavoratori. Dall’altra ci sono le necessità delle aziende. Il decreto vorrebbe ridurre il precariato, ma rischia, secondo le aziende, di ampliarlo. Tutto dipenderà dalle congiunture economiche.

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