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Il Regno Unito torna a scommettere sul manifatturiero

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La crisi economica che stanno attraversando tutti i paesi europei, Italia compresa, da molti mesi a questa parte, ha costretto alcune nazioni a rivedere le aree e i settori di punta della propria economia e riconsiderarli sulla base di logiche nuove. A questo proposito, ad esempio, risulta piuttosto emblematico il caso del Regno Unito, in cui sempre di più si verifica un ritorno al manifatturiero. 

Il Consorzio Industriale di Sassari approva il bilancio del 2012

A welder works in the production plant of the Syd Varanger iron ore mine near the arctic city of Kirkenes, northern Norway on June 3, 2013. AFP PHOTO / PIERRE-HENRY DESHAYES        (Photo credit should read Pierre-Henry DESHAYES/AFP/Getty Images)La crisi economica non ha impedito al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari di ottenere un buon utile di bilancio nel corso del 2012: in effetti, lo scorso anno si è concluso con un importo positivo pari a poco più di 256mila euro. La giornata di ieri è stata sfruttata proprio per approvare il bilancio in questione, con l’assemblea dei soci che ha provveduto in tal senso dopo la proposta del consiglio di amministrazione. Il quadro e lo scenario di fondo, comunque, non hanno strappato alcun sorriso, visto che l’industria italiana versa in gravi condizioni, soprattutto il polo di Porto Torres, il quale fa riferimento al consorzio di cui si sta parlando.

Industria agricola: la trazione animale è tornata di moda

La trazione animale è tornata a dominare in maniera prepotente l’industria agricola: non si è tornati indietro con una ipotetica macchina del tempo ai secoli scorsi, ma comunque l’aratura, la concimazione, la raccolta e il trattamento delle erbe infestanti hanno riscoperto questa pratica, uno dei tanti effetti dell’attuale crisi economica. Che cosa è accaduto invece all’automazione? Gli animali vengono preferiti per molte attività, in particolare il cavallo, utile per contenere i costi e per mantenere integro il terreno. Tra l’altro, esso viene sfruttato anche per l’orticoltura, per la fienagione e per il trasporto della legna nel bosco.

Quale futuro per il distretto navalmeccanico della Spezia?

La burocrazia sembrava aver mietuto una delle sue tante vittime, arrivando quasi a dimenticare il distretto dell’industria navalmeccanica della Spezia; quest’ultima realtà, invece, meritava ben altre attenzioni, in quanto la sua espansione ed esistenza duravano già da diverso tempo. In effetti, non bisogna dimenticare che nel capoluogo ligure il settore in questione è stato sempre molto attivo, con una vocazione storica alle costruzioni e riparazioni di navi. Tra l’altro, queste attività erano dominate e sviluppate da un importante stabilimento della Fincantieri, ma anche da quello di Ferrari-Signani per quel che concerne le navi da crociera, oltre ai cantieri dell’Arsenale e a nomi meno noti di aziende.

Il bilancio del 2011 del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari

Un bilancio molto interessante nonostante la crisi economica: è questo il giudizio di sintesi che si può dare dei risultati finanziari conseguiti nel corso del 2011 dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, il cui utile si è attestato a quota 7.674 euro. Il territorio in questione sta vivendo in maniera negativa, come è normale che sia, gli effetti peggiori della congiuntura economica negativa, ma questo bilancio, approvato negli ultimi giorni, rappresenta un segnale senza dubbio incoraggiante, anche perché è stato proposto direttamente dal consiglio di amministrazione.