Il bilancio del 2011 del Consorzio Industriale Provinciale di Sassari

di Redazione Commenta

Un bilancio molto interessante nonostante la crisi economica: è questo il giudizio di sintesi che si può dare dei risultati finanziari conseguiti nel corso del 2011 dal Consorzio Industriale Provinciale di Sassari, il cui utile si è attestato a quota 7.674 euro. Il territorio in questione sta vivendo in maniera negativa, come è normale che sia, gli effetti peggiori della congiuntura economica negativa, ma questo bilancio, approvato negli ultimi giorni, rappresenta un segnale senza dubbio incoraggiante, anche perché è stato proposto direttamente dal consiglio di amministrazione.

Del consorzio in questione fanno parte ben tre comuni, vale a dire quello di Sassari, quello di Alghero e quello di Porto Torres, senza dimenticare la Provincia sassarese. Lo scorso anno è stato caratterizzato da eventi molto precisi, come ad esempio il disimpegno dell’industria chimica, uno dei perni del tessuto imprenditoriale di questa zona, ma bisogna anche porre l’accento sul blocco che hanno subito alcuni impianti storici. Di conseguenza, il volume degli affari non poteva che far registrare una contrazione e in effetti sono stati persi ben trenta punti percentuali. Il consorzio si è però rimboccato le maniche ed è stato in grado di non far crollare il bilancio d’esercizio grazie ai nuovi sviluppi imprenditoriali dei principali siti industriali.

Il sostegno dell’industria locale è stato garantito da nuove attrattive per gli imprenditori del posto, ma anche per quelli stranieri, collegando, ad esempio, le fogne di Truncu Reale al depuratore di Porto Torres, grazie soprattutto a un sistema piuttosto innovativo per quel che concerne il telerilevamento. Le intese con multinazionali estere hanno poi fatto il resto: in particolare, un cenno lo meritano gli accordi con i tedeschi di E.On (gruppo di Düsseldorf attivo in ambito energetico), ma anche con Syndial, la quale fa parte del vasto universo Eni, per una bonifica ambientale delle falde d’intesa con il Ministero dell’Ambiente.

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