Archeologia industriale: l’area dismessa di Pontecagnano

di Redazione Commenta

Pontecagnano Faiano, 25mila abitanti, provincia di Salerno: è in questa parte della Campania che si potrebbe sfruttare l’archeologia industriale nel senso della riqualificazione delle aree attualmente dismesse, un valore aggiunto su cui si fa molto affidamento. Non è un caso che la seconda edizione della mostra fotografica ExArea sia stata dedicata proprio a questo argomento, tanto che l’allestimento vero e proprio è stato individuato nell’ex tabacchificio Centola. Si tratta infatti di uno dei tanti monumenti archeologico-industriali che impreziosiscono il nostro paese e che meritano utilizzi di questo tipo anche in futuro: come accade nella maggior parte dei casi, l’arte ha trovato un posto privilegiato in una struttura che viene definita addirittura “bellissima”, con molte altre esposizioni e mostre a farla da padrona.

La mostra di cui si sta parlando comprende ben novecentocinquanta foto complessive, con 134 fotografi che si sono cimentati in questo senso. Tali ritratti hanno immortalato proprio le aree industriali dismesse che si trovano in ogni parte d’Italia, mentre in qualche caso sono stati perfino aggiunti dei suggerimenti e dei consigli per comprendere come restaurare le zone. Inutile precisare che l’ospitalità di attività museali è la scelta più gettonata in questo senso, tanto che si parla non a sproposito di musei nei musei.

Il patrimonio di fotografie è talmente ricco che il comune campano ha deciso di investire su esso, attraverso una accurata promozione, a causa del numero davvero importante di aree di questo tipo che sono presenti sul territorio, una sorta di rilancio per l’economia locale in un momento così difficile. Un ulteriore percorso fatto di scatti che ha accompagnato questa edizione è stato quello che ha affrontato il tema delle “declinazioni periferiche”, con Salvatore Lembo e Gaetano Paraggio che hanno messo in luce la relazione molto forte che esiste tra il paesaggio industriale e gli opifici dismessi del salernitano.

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