Alla scoperta dell’archeologia del Lazio antico e dell’Etruria

di Simone Ricci Commenta

Rodolfo Lanciani fu uno dei massimi archeologi e ingegneri del nostro paese tra l’800 e il ‘900: è proprio alla sua figura che si è pensato di dedicare la terza edizione della mostra itinerante “Archeologi tra Ottocento e Novecento: città e monumenti riscoperti tra Etruria e Lazio antico”. La manifestazione è stata curata quest’anno dalla sezione dell’Antiquarium di Guidonia Montecelio, mentre nel 2010 e nel 2011 le città coinvolte in questo senso erano state quelle di Vetulonia e di Alatri. La mostra potrà essere visitata presso l’ex Convento di San Michele fino al prossimo 5 novembre. Di cosa si tratta esattamente? Le grandi scoperte archeologiche e le personalità più influenti da questo punto di vista saranno senza dubbio i due tratti dominanti dell’evento in questione.

Lanciani fu un protagonista importante di uno dei periodi più vivaci e stimolanti per quel che concerne l’esplorazione archeologica nella Capitale, un arco temporale in cui scoppiò una vera e propria febbre del settore edilizio: ogni ritrovamento fu annotato in maniera accurata e vivace e quegli appunti sono ora una preziosa testimonianza. Tra l’altro, non è casuale la scelta di Guidonia Montecelio per questa edizione, dato che lo stesso archeologo e ingegnere svolse anche la professione di ingegnere comunale proprio in questa città, subentrando direttamente al padre.

Ma di lui si ricordano anche la cattedra in Topografia Romana e la divulgazione piuttosto ampia delle scoperte nel nostro paese. Tra gli esempi di maggiore interesse si possono citare Alatri e Nemi: in quest’ultimo caso, una figura di spicco è quella di Guido Ucelli, ingegnere e industriale che fece parlare molto di sé negli anni Trenta per il recupero delle navi dell’imperatore Caligola che si trovavano nel famoso lago cittadino. L’archeologia sarà dunque in primo piano per diversi mesi in queste zone del Lazio, un modo per riscoprire il passato e per comprendere meglio il futuro.

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