Archeologia industriale: alla scoperta del Museo all’aperto di Schio

di Simone Ricci Commenta

La città di Schio, in provincia di Vicenza, può vantare una delle più interessanti realtà museali per quel che riguarda l’archeologia industriale.

Si tratta del cosiddetto Museo all’aperto, un complesso che prevede vari itinerari e monumenti che consentono di ripercorrere indietro nel tempo la storia della Val Leogra e dell’alto Vicentino. L’area in questione, infatti, si è sempre caratterizzata per i propri quartieri operai, per i lanifici, i mulini, le filande e le centrali idroelettriche, elementi che il museo consente di rivivere appieno.


Tra l’altro, sono molti i comuni da cui provengono gli oggetti in esposizione, come Marano Vicentino, Malo, Thiene e Piovene Rocchette. Una delle attrattive di maggiore impatto dal punto di vista industriale è sicuramente la Fabbrica Saccardo, in località Progresso, un edificio in cui si fabbricavano tubetti di carta per la filatura e la tessitura.

Molto interessante è anche la Segheria Cavedon, ancora attiva in località Molette e caratterizzata da una tecnologia industriale molto sviluppata per quel che concerne il XIX secolo: ruote in legno, sistemi di chiuse, vasche e canali di scarico, griglie per la pulizia e molto altro. L’itinerario più affascinante, però, rimane quello dei lanifici: la lana è stata a lungo un simbolo dell’industria vicentina, come conferma il Lanificio Conte (risalente al 1757), una struttura che conserva la tipica impostazione paleoindustriale, a metà strada tra abitazione padronale e monumento produttivo.

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