Archeologia industriale a Palermo: le ex Officine Ducrot

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Cultura e archeologia industriale, il connubio è solido e può ancora essere migliorato: un esempio di successo, pur se parziale, che si può citare è senza dubbio quello delle Officine Ducrot di Palermo, quelli che oggi sono conosciuti come Cantieri Culturali della Zisa. Questi ultimi vengono sfruttati in maniera frequente per organizzare mostre e altri appuntamenti culturali di rilievo, così come lascia intuire il nome stesso, ma in passato erano utilizzati per scopi ben diversi. Qual è la storia che ci possono raccontare?

Anzitutto, bisogna subito precisare che in quest’area di 55mila metri quadri sorgevano un tempo le ex Officine Ducrot, le quali hanno tratto la loro denominazione da Vittorio Ducrot, ingegnere francese che aveva intuito l’utilità di una collaborazione con il nostro paese nel 1899. Nel biennio 1891-1892 queste stesse officine erano già una fabbrica di mobili, la Golia per la precisione. Con la proprietà di Ducrot, invece, il numero di dipendenti aumentò in misura esponenziale, tanto è vero che fu resa possibile persino la quotazione a Piazza Affari. I mobili che venivano prodotti e fabbricati e che recavano la firma dell’architetto palermitano Ernesto Basile ebbero un grande successo e furono usati per arredare le case dell’alta borghesia cittadina, ma anche gli alberghi di lusso e le navi da crociera.

Il 1939, però, fu l’anno della svolta negativa. L’azienda cominciò a declinare in maniera preoccupante e il risultato di tutto questo fu l’acquisizione da parte di un gruppo di Genova: tutto sommato, comunque, gli anni successivi furono caratterizzati da qualche progetto interessante, ma nel 1968 tutte le attività furono interrotte in maniera definitiva. Fortunatamente, non si è provveduto alla demolizione dell’area, come previsto all’inizio, ma si pensò bene di avviare un recupero strategico. Le ex officine sono così diventate una sorta di piccola città in cui sono racchiuse mostre, rassegne di musica e spettacoli teatrali, anche se qualche difetto deve ancora essere corretto.

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