Archeologia industriale: a Rieti una stimolante mostra fotografica

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I paesaggi dell’archeologia industriale sono al centro della mostra fotografica che è possibile ammirare a Rieti fino al prossimo 28 gennaio presso lo Studio 7 dello Spazio Arte Contemporanea: si tratta di un evento che beneficia degli splendidi scatti di Filippo Maria Gianfelice, e il nome non poteva che essere “Paesaggi industriali”, già di per sé molto evocativo. Di cosa si tratta esattamente? Il progetto di Gianfelice è focalizzato su una serie di fotografie in bianco e nero che raffigurano vari impianti e stabilimenti industriali che non sono usati da tempo o che sono stati lasciati all’abbandono più totale, una prospettiva di sicuro fascino.

L’intento è piuttosto chiaro, in effetti tale mostra vuole mettere in luce quale paesaggio riescono a creare questi elementi industriali, una sorta di confronto con le rovine dell’antichità, oltre che uno spunto interessante per capire come recuperare queste aree. Gli scatti sono andati nella direzione della città reatina: si potranno, dunque, ammirare l’ex sansificio Ori, ma anche lo zuccherificio locale, un modo per comprendere in che modo si è evoluta la società industriale del luogo. C’è anche un apposito catalogo che impreziosisce la mostra stessa. Le fotografie sono nude e crude, ma si può ancora intravedere un passato fatto di intensa produzione industriale e di architetture ben congegnate per gli utilizzi più diversi. L’aspetto di un tempo non c’è più, ma sembra quasi che questi manufatti stiano attraversando un fase di sonno tranquillo.

Secondo quanto si può leggere dal catalogo in questione, Gianfelice ha fatto grande affidamento sulla spazialità: le geometrie e le dimensioni sono ovviamente fondamentali, uno stimolo per rielaborare e sottoporre a una nuova programmazione tali spazi. Infine, non manca un tocco di romanticismo e di malinconia, con il silenzio che emerge nettamente da ogni fotografia, ma anche con la possibilità di riscoprire quelle voci che un tempo alimentavano l’intero luogo.

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