Cambio operatore telefonia: costa troppo, interviene il garante

di Daniele Pace Commenta

operatori-telefoniciI costi per cambiare operatore di telefonia in Italia sonno troppo alti, e così l’autorità del garante è intervenuta, fissando un costo massimo che non potrà superare un canone mensile. Finora c’erano tante spese extra, che l’utente si trovata a dover pagare una volta scelto il cambio. D’ora in poi non sarà così. Limitare le spese ad una mensilità sembra la scelta più opportuna, altrimenti gli operatori avrebbero inventato una nuova spesa, una volta vietata un’altra.

Le nuove regole

Il limite ai costi fa parte delle nuove regole stabilite dall’Agcom, in una circolare “linee guida” anticipata dai giornali.
Viene applicata così la legge Concorrenza dell’anno scorso. Una legge che inserisce il principio in cui gli utenti non possono pagare tutti i costi del cambio di operatore, ma solo una parte che deve essere proporzionata al valore residuo del contratto.
Tra le regole, il recesso sulla telefonia fissa, dove i costi dovranno essere non superiori al canone medio tra i 20 e i 30 euro. Attualmente invece si paga una media di 40-60 euro.

Non dovranno essere più pagati i costi extra che in genere è calcolato su tutti gli sconti goduti, ovvero 20 euro mensili già pagati. In questo modo, gli utenti più affezionati, pagano addirittura di più di chi disdice subito il proprio contratto. Ora verrà ridotto proporzionalmente sul tempo di contratto che resta.

Inoltre si potranno rateizzare tutti i costi di disdetta.

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