Confai si scaglia contro le ultime misure relative alle macchine agricole

di Simone Ricci Commenta

Confai (Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani) non ha affatto digerito gli ultimi provvedimenti introdotti in relazione alle macchine agricole: secondo il numero uno dell’associazione, Leonardo Bolis, i patentini e la revisione obbligatoria di questi stessi macchinari (dal 1° gennaio 2014 per la precisione) sono solamente delle misure pensate per battere cassa e senza alcuna efficacia. La nota è molto dura e bisognerà tenere conto sicuramente di questa presa di posizione quando verrà emanato l’apposito decreto ministeriale alla fine del mese.

Il timore principale in questo caso è che i provvedimenti adottati si possano trasformare in altre tasse ed esborsi economici che non fanno per niente bene al settore. Confai ritiene che l’ampliamento in questione avrebbe ragione di esistere solamente per quei macchinari che sono stati messi in circolazione da oltre dieci anni a questa parte e non per tutti in maniera indiscriminata. Ricomprendere ogni singola macchina significherebbe infatti introdurre una sorta di “tassa mascherata”, il cui peso maggiore dovrà essere sopportata dalle imprese di meccanizzazione agricola, senza alcun beneficio o effetto concreto in merito alla sicurezza in fase di circolazione. Altri dubbi e perplessità sulle novità che stanno per essere lanciate si riferiscono a quei soggetti che sono stati individuati per la revisione.

In particolare, bisognerà capire se gli eventuali concessionari saranno capaci di svolgere nella maniera migliore questo ruolo, visto che spesso le officine che sono idonee sia all’assistenza che ai controlli non sono così frequenti. La confederazione ha richiesto il coinvolgimento anche del resto del modo agromeccanico, suggerendo alcuni parametri che potrebbero essere sfruttati. Anzitutto, è necessario prestare attenzione all’età delle macchine, ma anche alla loro tipologia (sarebbe opportuno escludere mietitrebbie e falcia-trinciacaricatrici) e al fermo del mezzo e alla sua confisca (a meno che non vi sia una immediata regolarizzazione). L’obiettivo del sindacato è proprio quello di garantire maggiore sicurezza nella circolazione e nelle lavorazioni dei mezzi.

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