Nell’edilizia persi quasi 800 mila posti di lavoro

di Michele Costanzo Commenta


Quasi 800 mila posti di lavoro persi nell’edilizia e nei settori strettamente collegati. E’ questa una cifre emerse con maggior evidenza dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni aggiornato al mese di luglio 2014 e pubblicato dall’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili).

I dati dell’Osservatorio ANCE rappresentano una misura nitida delle difficoltà del settore edile nel nostro paese. Negli ultimi sette anni nel campo delle costruzioni si sono persi 522 mila posti di lavoro che salgono a circa 790 mila considerando gli effetti indiretti sui settori economici legati alle costruzioni. Numeri altrettanto negativi caratterizzano anche le società attive nell’industria dell’edilizia. Dal 2008 al 2012 il numero di imprese attive nell’edilizia è sceso da oltre 629 mila a circa 572 mila con la chiusura quindi di qualcosa come 57 mila attività. Dal 2009 al primo semestre del 2014 sono stati circa 14200 i fallimenti.

Anche il 2014, settimo anno di crisi per l’edilizia italiana, sembra destinato a chiudersi con un bilancio negativo. Una indagine ANCE tra le imprese associate stima per il 2014 un calo degli investimenti reali nelle costruzioni del 2,5%. L’ammontare complessivo degli investimenti nel settore nel 2014 dovrebbe assestarsi sugli stessi valori del 1967. Con questo andamento in sette anni andranno persi nell’edilizia il 31,7% degli investimenti equivalenti a qualcosa come 58,8 miliardi di euro.

Nell’edilizia residenziale il 2013 ha registrato un brusco calo della produzione. Nel corso dell’anno tra nuove costruzioni ed ampliamenti sono state concessi solo 58 mila permessi, un valore più di cinque volte inferiore al 2005. Unico comparto in controtendenza è quello delle riqualificazione del patrimonio esistente cresciuto del 20% in sette anni. Un segnale positivo arriva infine dalla compravendite residenziali che nel primo trimestre del 2014 sono tornate in territorio positivo con una crescita del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2013 (+8,8% nei comuni capoluogo e +1,7% nei comuni non capoluogo).

[Via | ANCE]

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