Industria agraria: l’utilizzo dei rodenticidi

di Simone Ricci Commenta

L’industria agraria deve molto ai rodenticidi. Questi ultimi sono dei prodotti di origine naturale e di sintesi, ad azione prevalentemente antiparassitaria e che sono impiegati, come suggerisce anche il nome stesso, contro i roditori dannosi (in primis le talpe). Le distinzioni sono molto importanti in questo caso. In effetti, si deve parlare di ratticidi, topicidi e arvicidi per la precisione: essi sono sfruttati, rispettivamente, contro i ratti, i topi e le arvicole. I rodenticidi tendono ad agire in particolare per ingestione e i principi attivi sono caratterizzati da derivati della cumarina, dell’indadione, da solfato di tallio, da stricnina, da arsenito di sodio e da fosfuro di zinco solo per citare alcuni esempi molto interessanti.

I prodotti messi in commercio si presentano in formulazione granulari che sono immediatamente pronte all’uso e che contengono sostanze appetite oppure in polvere per la preparazione di esche. Nella lotta in ambienti chiusi, poi, si impiegano delle sostanze fumiganti, come l’acido cianidrico, il cianuro di sodio e il tetracloruro di carbonio. Con il termine “rodenticidi acuti” si identificano quelle sostanze che sono capaci di condurre alla morte gli animali citati in precedenza in meno di ventiquattro ore.

Non è un caso, dunque, che essi siano definiti anche “ad azione abbattente” o “ fulminanti”. Il roditore intossicato smette di nutrirsi e di contaminare l’ambiente in tempo molto breve, a differenza di quanto invece avviene con gli anticoagulanti, visto che gli animali continuano ad essere attivi per diversi giorni. Gli inconvenienti, comunque, non mancano. In particolare, tali veleni non dispongono quasi mai di efficaci antidoti, pertanto si mette a rischio anche la salute dell’uomo e delle altre specie animali che non devono essere colpite. Inoltre, i rodenticidi acuti fanno sviluppare nei roditori stessi una diffidenza notevole nei confronti delle esche, in quanto si accorgono che l’ingestione di queste ultime è associata a una immediata intossicazione nell’arco delle prime ore.

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