Materie prime industriali: i carboni attivi

di Redazione Commenta

I carboni attivi sono una delle principali tipologie di questo combustibile fossile, dunque molto importanti a livello industriale: essi possono essere di origine animale oppure vegetale e servono, in particolare, per assorbire gas o vapori, senza dimenticare il loro ruolo come agenti decoloranti di liquidi. I carboni attivi animali prendono anche il nome di “carbone di ossa o di sangue”, visto che se ne ricorda in questo modo la loro provenienza. Si possono ottenere attraverso la distillazione secca di ossa o residui animali vari; spesso, poi, sono trattati con l’acido cloridrico per allontanare i sali di calcio che provengono dalle ossa stesse e che potrebbero nuocere agli impieghi successivi.

Servono soprattutto per la decolorazione di sughi zuccherini, oli vegetali e quant’altro. Il carbone attivo vegetale, il quale tende a sostituire quasi ovunque quello animale perché molto più puro e più efficace, si ottiene invece per carbonizzazione in sorte di residui legnosi, quali i gusci di noci, nocciole e mandorle, sansa di olive e perfino segatura. Prima della carbonizzazione, tali residui vengono impregnati con delle sostanze minerali (cloruro di zinco o acido fosforico nella maggior parte dei casi) che svolgono una doppia funzione: in effetti, essi agiscono sia da disidratanti, ma favoriscono anche il mantenimento della porosità del materiale di partenza. Il prodotto che viene ottenuto in questa maniera è poi lavato per allontanare le sostanze impregnanti. I carboni attivi vengono impiegati sia in polvere (decolorazione di liquidi) che in granuli (assorbimento di gas o vapori nello specifico).

Un’alternativa interessante può essere infine quella del cosiddeto “nerofumo”, un carbone allo stato di finissima suddivisione, ottenuto per decomposizione di idrocarburi solidi, liquidi e gassosi. In generale, le migliori qualità di nerofumo si ricavano dai gas che contengono etano in discreta quantità, senza dimenticare il “nerofumo di lampada”, usato come pigmento per gli inchiostri e preparato andando a bruciare il gas naturale con una quantità di aria insufficiente per la combustione.

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