KeM10, il modem industriale di Kronos Electric

Il nome può sembrare leggermente complicato, ma l’utilità è davvero importante: il riferimento non può che andare a KeM10, il modem di tipo industriale che beneficia della tecnologia Gprs Gsm per la gestione remota dei macchinari, degli strumenti che vengono utilizzati per le varie misurazioni e per il trasferimento di dati specifici. Questo strumento, inoltre, è molto utile quando è necessario abilitare in maniera adeguata la comunicazione e il controllo da remoto dell’apparato che deve essere gestito. Il suo funzionamento specifico è presto detto. Anzitutto, KeM10 è in grado di leggere con accuratezza tutti quei dati e le informazioni che sono necessarie mediante delle apposite interfacce; il passaggio successivo consiste poi nella comunicazione di questi stessi dati, insieme allo stato del dispositivo coinvolto, attraverso la già ricordata connessione Gprs alla centrale di controllo, consentendo quindi la gestione a cui si sta facendo riferimento.

Utensili industriali: il divisore meccanico e ottico

Il divisore è l’accessorio tipico delle fresatrici universali che si sfruttano a livello industriale: il suo utilizzo è necessario per tre motivi distinti, vale a dire il sostegno del pezzo per tutta la durata dell’operazione, la realizzazione di fresature equiangolari o ad angoli determinati intorno a un cilindro e l’esecuzione di scanalature di tipo elicoidale. Il divisore è adoperato anche nell’ambito della rettifica, nel controllo di ampiezze angolari, nella tracciatura di cerchi graduati e in tutti quei casi in cui siano in gioco delle misure angolari. Un esempio molto interessante in questo senso è il divisore meccanico, la cui ruota elicoidale è calettata sull’albero del mandrino, il quale presenta nella parte anteriore una sezione filettata per il fissaggio di un normale disco autocentrante o di un disco menabrida.

Le miscele industriali denominate Dowtherm

Il nome “dowtherm” è quello che è stato registrato per due tipi distinti di miscele, le quali sono costituite da particolari liquidi organici: l’utilizzo in questione, inoltre, è quello relativo ai mezzi per la trasmissione di calore ad alta temperatura. Di quali miscele si tratta per la precisione? I due liquidi che sono caratterizzati da questo termine specifico sono il Dowtherm A e il Dowtherm E. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Il Dowtherm A è la miscela eutettica (il punto di fusione è più basso di quello dei singoli elementi che la compongono) che è costituita al 73,5% in peso di ossido di difenile e dal 26,5% di difenile vero e proprio. Si tratta di un mix molto stabile, il quale viene impiegato per quelle temperature che sono comprese tra i duecento e i quattrocento gradi.

Gli impieghi industriali delle ossa di animali

Potrà forse sembrare bizzarro e inusuale, ma le ossa dei vari animali posso essere sfruttate anche per numerosi impieghi a livello industriale: questo utilizzo viene reso possibile di solito dopo lo sgrassamento, in modo da ricavarne il cosiddetto “grasso d’ossa”. Ma non è tutto, visto che esse sono molto utili anche per la fabbricazione della colla, del nero animale, del fosforo, senza dimenticare la preparazione di concimi di ottima qualità, come possono esserlo ad esempio i perfosfati, le ceneri d’ossa, la farina o la polvere d’ossa e la farina sgelatinata che si può ottenere sempre in questa maniera. Il grasso d’ossa, in particolare, è il prodotto che si ottiene dalle ossa che vengono frantumate di vari animali attraverso un apposito trattamento con acqua bollente o meglio per mezzo dell’estrazione con il vapore d’acqua o con i solventi.

Industria chimica e farmaceutica: l’acqua distillata

Quando è necessario avere a disposizione dell’acqua che sia assolutamente priva di ogni tipo di sostanza disciolta, si ricorre in maniera molto frequente alla cosiddetta distillazione: questa procedura viene seguita molto spesso nell’industria chimica e in quella farmaceutica, ma non bisogna nemmeno dimenticare i laboratori. Come si procede in questo senso? Anzitutto, un distillatore viene ad essere costituito da un’apposita caldaia, il recipiente in cui viene fatta bollire l’acqua e che viene collegata anche al cosiddetto refrigerante. Quest’ultimo, poi, è costituito da un tubo che è generalmente avvolto a serpentino, circondato da un tubo ancora più largo o manicotto, attraverso il quale circola dell’aria fredda.

Trattamenti delle acque per usi industriali

Per alcuni usi industriali determinati elementi che sono di norma presenti nelle acque allo stato ionico sono spesso dannosi: per tale motivo, essi vanno quindi o eliminati del tutto oppure sostituiti con altri che non presentano degli inconvenienti simili. Di particolare importanza è la cosiddetta dolcificazione, la quale consiste nell’eliminare il calcio e il magnesio, i cui sali costituiscono la durezza e provocano il formarsi di depositi che sono detti incrostazioni, quando l’acqua viene fatta bollire o evaporare, nonché molti altri inconvenienti in numerose applicazioni di tipo industriale. Attualmente, si ricorre alla sostituzione degli ioni calcio e magnesio con degli ioni sodio per mezzo delle resine scambiatrici di ioni.

I metodi industriali per la preparazione del cloro

Il cloro, elemento chimico oggi così noto, fu ottenuto per la prima volta in assoluto nel 1774: ritenuto dapprima un composto ossigenato, fu poi riconosciuto come elemento del Davy nel 1810 e la sua denominazione deriva dal greco, volendo indicare soprattutto il colore verde. Si tratta a tutti gli effetti del più importante e diffuso degli alogeni, con il composto principale che non è altro che il comune sale da cucina, vale a dire il cloruro di sodio. Il cloro può essere preparato attraverso degli opportuni metodi di laboratorio, visto che si ottiene andando a trattare una soluzione di acido cloridrico con una sostanza ossidante, ovvero capace di fornire ossigeno allo stato atomico o nascente.

Le soluzioni industriali offerte dal nichel e dal cromo

Il nichel e il cromo formano due tipi distinti di soluzioni solide: la prima di nichel nel cromo e la seconda di cromo nel nichel. Tra i due tipi in questione esiste una lacuna di miscibilità con formazione di un eutettico in corrispondenza del 53% di cromo. Le soluzioni solide possiedono lo stesso reticolo cristallino dei metalli solventi, mentre l’aggiunta del 5% di cromo fa sì che l’anomalia magnetica del nichel si manifesti a temperatura ordinaria. Le leghe di nichel-cromo, le quali a temperatura ordinaria arrivano a possedere un carico di rottura di mille chilogrammi per millimetro quadrato e oltre, conservano delle elevate caratteristiche meccaniche alle alte temperature, oltre a un’ottima resistenza alla corrosione a caldo, per cui vengono usate per la fabbricazione di cassette da cementazione e ricottura, di elementi di forni e di resistenze elettriche.

Il mercurio nell’industria metallurgica

Il mercurio è un metallo conosciuto sin dai tempi più antichi, l’unico liquido che si presenta a temperatura ordinaria. Il suo rinvenimento può avvenire sia allo stato elementare, con il mercurio che è disperso sotto forma di goccioline molto piccole, nel suo minerale più importante, vale a dire il cinabro. C’è comunque da precisare che i minerali di mercurio sono davvero poco diffusi e quindi non sfruttabili in maniera ampia a livello industriale: se ne riscontrano quasi esclusivamente nel nostro paese, più precisamente nei pressi della zona del Monte Amiata, e in Spagna. Come avviene di preciso la sua estrazione? Si tratta di una operazione che è davvero semplice. Il minerale di mercurio, infatti, viene riscaldato all’interno di forni specifici in presenza di aria: il cinabro in tali condizioni riesce a fornire anidride solforosa e mercurio metallico in grande quantità.

Il gruppo dei metalli alcalino-terrosi

Il termine “alcalino-terroso” che si usa per determinati metalli industriali sta a indicare che gli ossidi di questi stessi elementi sono rappresentati da sostanze quasi insolubili in acqua, vale a dire appunto “terrose”, ma contemporaneamente alcaline: quest’ultima caratteristica viene garantita dalle piccole quantità di ossido che tendono a sciogliersi sotto forma di idrato e questo è più che sufficiente per impartire all’acqua una reazione basica. Il berillio e il magnesio non sarebbero pertanto da considerarsi dei metalli alcalino-terrosi, dato che i loro ossidi non si sciolgono mai nell’acqua, una circostanza che viene richiesta invece in questo caso. Il magnesio ricorda addirittura per molte proprietà lo zinco, ma il fatto che esso rappresenta un metallo leggero e che i suoi composti si trovano di frequente associati a quelli del calcio, giustificano l’appartenenza a questo gruppo.