Tutte le fasi del trattamento di deferrizzazione

La deferrizzazione è il trattamento a cui vengono sottoposte alcune acque per eliminare i sali di ferro che vi sono disciolti all’interno. In questo caso, non si può non fare riferimento, ad esempio, alle acque per l’industria cartiera, in particolare quelle che sono impiegate per il lavaggio di tessuti e dei filati e di quelle che sono utilizzate anche in tintoria. Tra l’altro, il ferro si può trovare e rinvenire in buone dosi anche nelle acque o come bicarbonato ferroso, oppure ancora sotto forma di composti organici dalla struttura più complessa. Nel caso in cui il ferro si dovesse trovare presente proprio come bicarbonato, allora può essere agevolmente eliminato attraverso una apposita aerazione molto energica, la quale viene realizzata andando a far cadere l’acqua in delle torri che contengono materiali di riempimento (in particolare il coke e le pietre).

Leghe metalliche: l’utilità della decarburazione

La decarburazione consiste essenzialmente nell’eliminare il carbonio dalle leghe metalliche di ferro. Il processo in questione viene impiegato a livello industriale per la trasformazione, in particolare, della ghisa in acciaio e per la produzione della ghisa malleabile a cuore bianco. Quello che preme sottolineare, però, è che la decarburazione dell’acciaio avviene in maniera indiretta, in quanto in un primo momento l’ossigeno tende a reagire con il ferro, andando a formare l’ossido che va nella scoria. L’ossido di ferro, a sua volta, reagisce con il carbonio, provvedendo poi a liberare il ferro e formando l’ossido di carbonio. Quest’ultimo, essendo piuttosto gassoso, viene alla superficie del bagno creando il caratteristico ribollimento che favorisce il rimescolamento del liquido e il contatto tra la scoria ricca di ossido di ferro e il metallo.

Industria siderurgica: il processo di defosforazione

La defosforazione è un processo che assume una certa rilevanza quando si parla di industria siderurgica. In effetti, con essa si elimina appunto il fosforo dal bagno liquido nel corso della fabbricazione dell’acciaio: l’elemento in questione, quando è contenuto in tenori superiori allo 0,4-0,6%, tende a provocare una notevole fragilità del metallo stesso, motivo per il quale è necessario andarlo a eliminare in misura pressoché totale. Il fosforo è contenuto nell’acciaio sotto forma di fosfuro di ferro, il quale poi reagisce con l’ossido di ferro che è contenuto nella scoria, formando anidride fosforica. Quest’ultima, a sua volta, reagisce con la calce formando il fosfato di calcio, il quale è un composto stabile e facilmente eliminabile con la scoria.

Fieragricola 2012: l’esposizione di macchine agricole

La centodecima edizione di Fieragricola, l’evento che coinvolge l’intera filiera agroalimentare a Verona, è appena cominciata e interesserà il settore fino al prossimo 5 febbraio: l’edizione di quest’anno è senz’altro importante, anche perché si tratta di una manifestazione che va alla ricerca dei metodi più efficaci per contrastare la crisi economica attuale. Ben 1.300 espositori sono presenti nel capoluogo veneto, in rappresentanza di più di venti nazioni straniere. La superficie disponibile per le esposizioni, ben 126mila metri quadrati, offre ampio spazio alle mostre di macchinari agricoli, una occasione importante per capire a che punto si è arrivati da questo punto di vista.

Chimica industriale: il processo di decantazione

La decantazione è la separazione di un solido da un liquido per azione della gravità, vale a dire per precipitazione oppure per galleggiamento delle particelle che sono sospese. Si tratta di una operazione che viene applicata in ambito industriale per quelle sospensioni le cui particelle sospese tendono a depositarsi (quindi a sedimentarsi) con una sufficiente rapidità, oppure quando la separazione per filtrazione è difficile per la natura stessa della sospensione, come avviene nella fabbricazione dell’allumina, nei processi di raffinazione degli oli e in altri casi. Tra l’altro, essa è spesso sfruttata come operazione di concentrazione di una torbida.

Macchine industriali: i vari tipi di disintegratori

Il disintegratore è la macchina industriale che viene utilizzata per ridurre in polvere più o meno fine dei pezzi di materiale non eccessivamente compatto. Le tipologie possibili sono diverse. Ad esempio, si possono citare i molini a martelli, vale a dire dei disintegratori che agiscono per urto e in cui il materiale viene sostanzialmente sbattuto a grande velocità, da organi giranti, contro la corazzatura della macchina. L’equipaggio rotante viene ad essere costituito da un robusto mozzo calettato sull’albero della macchina, sul quale sono montati dei martelli girevoli sul piano di rotazione dell’albero: inoltre, la forza centrifuga mantiene il tutto in posizione radiale nel corso del funzionamento.

Metalli industriali: il disprosio

Il disprosio non è altro che un elemento chimico che appartiene al gruppo delle cosiddette terre rare, il che la dice lunga anche sulla sua diffusione: il peso atomico è pari a 162,50, mentre tra le caratteristiche principali bisogna sicuramente sottolineare il fatto che si tratta di un metallo duro e molto reattivo, essendo facilmente ossidato dall’aria e dall’acqua. Alla temperatura di -123 gradi centigradi esso diviene ferromagnetico, e a temperature molto basse acquista le proprietà dei superconduttori. A causa della presenza di elettroni dispari, lo ione trivalente è fortemente paramagnetico: l’ossido di disprosio e l’ossido di olmio sono infatti le sostanze più paramagnetiche che si conoscono.

Apparecchi meccanici: gli elevatori a tazze e pneumatici

L’elevatore è l’apparecchio di sollevamento a funzionamento normalmente continuo che si distingue dagli altri a funzionamento intermittente (ad esempio le gru e i montacarichi). Gli elevatori sono specialmente applicati nel sollevamento di materiali sciolti come cereali, farine, polveri o spezzature di minerali, prodotti chimici e quant’altro; si possono però trovare anche degli elevatori che sono adatti al sollevamento di casse, sacche e colli di grandi dimensioni. Le due tipologie che possono essere approfondite sono quella dell’elevatore a tazze e dell’elevatore pneumatico. L’elevatore a tazze viene ad essere costituito da un organo flessibile (fune, nastro o catena) avvolto ad anello chiuso su due o più tamburi e che porta a uguali distanze delle tazze che caricano inferiormente il materiale pescando nel mucchio.

Gli apparecchi utilizzati per la filtrazione industriale

Sono davvero moltissimi i filtri che vengono utilizzati a livello industriale. Un esempio molto interessante è offerto senza dubbio dai filtri per liquidi: in tutti casi, la torbida (il fluido da filtrare) si muove per effetto di alcune forze direttrici, le quali possono essere quella centrifuga, quella di gravità o anche un gradiente di pressione. Di conseguenza, a seconda della natura della forza che provoca la filtrazione stessa, si possono avere: i filtri a gravità, i filtri centrifughi, i filtri a pressione e quelli sottovuoto. I filtri a pressione, in particolare, sono quelli nei quali in genere la torbida viene sospinta mediante una pompa. Nei filtri a pressione, invece, il gradiente di pressione realizzabile è maggiore e consente di accelerare il processo di filtrazione, ma favorisce anche la costipazione del panello che tende a diventare meno permeabile.

Elementi chimici metallici: il platino

Il platino è uno degli elementi metallici più celebri, con il suo tipico aspetto bianco-argenteo e le sue caratteristiche che lo rendono così prezioso: si tratta, infatti, del metallo più utilizzato tra quelli del gruppo del platino, con l’utilità che è dovuta in larga misura alla sua resistenza alla corrosione e all’attacco degli agenti chimici, oltre all’elevato punto di fusione (circa 1770 gradi per la precisione). Una volta scaldato a calor bianco in presenza di aria, esso riesce a mantenere la sua lucentezza dal punto di vista metallico; non viene ossidato da nessun tipo di acido, ma può essere comunque disciolto in acqua ragia (la miscela di acido cloridrico e acido nitrico concentrati). A causa della sua alta temperatura di fusione, il platino non può essere però lavorato in maniera molto agevole per colata.