Sono passati appena quattro giorni dall’importante attuazione dell’accordo che è stato sottoscritto dalla Regione Sicilia e dalla Libia: si tratta di un’intesa che ha una fondamentale valenza dal punto di vista industriale e la cui firma risale ormai allo scorso 21 gennaio, quando a Tripoli si sono incontrati il presidente del Consiglio Mario Monti e il premier libico, Abdurrahim El Keib. Il riferimento deve andare necessariamente alle attività marittime e a tutto quello che è collegato ad esse. Che cosa è stato previsto nello specifico? Il settore ha espresso tutta la propria soddisfazione per un accordo di queste dimensioni e di tale portata, tanto che perfino i sindacati e le varie cooperative della pesca che erano presenti hanno valutato il tutto in maniera positiva.
Archeologia industriale: gli ex Mulini Biondi di Roma
L’area Ostiense di Roma è una vera e propria fucina di reperti dell’archeologia industriale: ma non è soltanto il celebre Gazometro a dominare, ma anche altre strutture che un tempo avevano un utilizzo ben diverso rispetto a quello attuale. L’esempio più importante è quello dei cosiddetti Mulini Biondi, i quali possono essere ammirati al giorno d’oggi come uno dei più interessanti complessi residenziali della Capitale, ma la sua ristrutturazione in tale veste risale al 1908. Il recupero si è reso necessario dopo che nel secondo dopoguerra questa struttura era ormai caduta in disuso e rischiava di terminare miseramente i propri giorni. La funzione moderna prevede diversi servizi e utilizzi, tanto che la gente può ritrovarsi in questo luogo e usufruirne a piacimento. In realtà, sarebbe stato un vero peccato eliminare gli ex Mulini Biondi dal contesto urbanistico in questione: in passato infatti questa zona era destinata a un uso prevalentemente agricolo, con la città che si approvvigionava proprio grazie alle attività che si svolgevano al loro interno.
Industria tessile e della gomma: la spalmatrice
La spalmatrice è la macchina industriale che viene utilizzata e impiegata per l’impermeabilizzazione dei tessuti: appare quindi scontato come il settore di riferimento in questo caso sia quello tessile. Come funziona esattamente questo macchinario? Anzitutto, bisogna precisare come la spalmatrice sia in grado di perfezionare e migliorare la stratificazione di una soluzione di gomma in benzina, oppure in benzolo sulla superficie di un tessuto. Lo spessore che riesce a raggiungere lo strato di soluzione può essere fissato regolando in maniera opportuna la distanza fra un cilindro e un coltello che viene disposto in modo parallelo rispetto alla generatrice del cilindro stesso.
Lo spillamento industriale del vapore
Lo spillamento consiste essenzialmente nel prelievo di una certa quantità di vapore da uno o più punti di una turbina: l’intento che si vuole ottenere è quello di riscaldare l’acqua che serve per l’alimentazione della caldaia. Il vapore in questione, poi, essendo prelevato in una zona intermedia del suo percorso attraverso la macchina termica, non completa la sua espansione vera e propria. La relativa perdita che si può avere in relazione al lavoro, comunque, viene ben compensata dalla maggiore quantità di vapore che è prodotta dalla caldaia a parità di combustibile bruciato per il fatto che l’acqua di alimentazione può essere preriscaldata a una temperatura superiore a quella che viene raggiunta col vapore di scarico.
Gli impieghi delle spazzolatrici a livello industriale
La denominazione di “spazzolatrice industriale” viene di norma affibbiata a quelle macchine che sono impiegate nelle industrie per la pulitura delle superfici di diversa natura: nell’ambito dell’industria tessile, ad esempio, la spazzolatrice viene utilizzata per praticare su alcuni tipi di tessuti a pelo (quali il velluto, in primis), l’operazione di fissaggio che consiste nell’asportare la polvere, sollevare e poi lisciare il pelo, oppure produrre degli effetti speciali. In questo caso, dunque, la macchina viene ad essere costituita, nella sua struttura essenziale, da spazzole cilindriche che possono operare nel senso della trama, nel senso dell’ordito oppure anche in senso obliquo. Quando invece si ha a che fare con l’industria delle costruzioni in metallo, la spazzolatrice è qualcosa di diverso, più precisamente l’utensile con il quale si effettua la pulizia delle superfici metalliche appunto.
Macchine agricole: gli spandiconcime
Lo spandiconcime è l’attrezzatura agricola che è idonea alla distribuzione dei fertilizzanti o materiali correttivi sui terreni agrari. Essa assume una forma diversa a seconda della natura del materiale che viene trattato e dei metodi che sono sfruttati per la distribuzione sul terreno stesso. I concimi utilizzati in ambito agricolo possono essere di tipo chimico o naturale: i primi tendono a presentarsi allo stato liquido, oppure sotto forma granulare o pulverulenta (i tipici esempi di consumi naturali sono il letame e il liquame organico). Le macchine per la distribuzione dei concimi naturale assumono di solito la denominazione di “spandiletame” oppure “spandiliquame”.
Design industriale: il Salone del Mobile di Milano
Gli appassionati di design industriale non possono non segnare con un bel cerchio rosso sul calendario la data del prossimo 17 aprile: si tratta, infatti, del giorno in cui verrà dato il via alla cinquantunesima edizione del Salone del Mobile, evento che si tiene, come tradizione vuole, a Milano. Sarà senza dubbio l’occasione per mettere in mostra le ultime innovazioni da questo punto di vista, anche perche il disegno industriale, e soprattutto quello milanese, sono ben apprezzati a livello mondiale. Le cifre dell’ultima edizione mettono in evidenza l’importanza di questo salone, visto che sono intervenuti ben 280mila visitatori (più della metà erano stranieri), con 154 nazioni partecipanti. Ovviamente, in questo 2012 si punta a battere quei record.
Tutte le fasi del trattamento di deferrizzazione
La deferrizzazione è il trattamento a cui vengono sottoposte alcune acque per eliminare i sali di ferro che vi sono disciolti all’interno. In questo caso, non si può non fare riferimento, ad esempio, alle acque per l’industria cartiera, in particolare quelle che sono impiegate per il lavaggio di tessuti e dei filati e di quelle che sono utilizzate anche in tintoria. Tra l’altro, il ferro si può trovare e rinvenire in buone dosi anche nelle acque o come bicarbonato ferroso, oppure ancora sotto forma di composti organici dalla struttura più complessa. Nel caso in cui il ferro si dovesse trovare presente proprio come bicarbonato, allora può essere agevolmente eliminato attraverso una apposita aerazione molto energica, la quale viene realizzata andando a far cadere l’acqua in delle torri che contengono materiali di riempimento (in particolare il coke e le pietre).
Leghe metalliche: l’utilità della decarburazione
La decarburazione consiste essenzialmente nell’eliminare il carbonio dalle leghe metalliche di ferro. Il processo in questione viene impiegato a livello industriale per la trasformazione, in particolare, della ghisa in acciaio e per la produzione della ghisa malleabile a cuore bianco. Quello che preme sottolineare, però, è che la decarburazione dell’acciaio avviene in maniera indiretta, in quanto in un primo momento l’ossigeno tende a reagire con il ferro, andando a formare l’ossido che va nella scoria. L’ossido di ferro, a sua volta, reagisce con il carbonio, provvedendo poi a liberare il ferro e formando l’ossido di carbonio. Quest’ultimo, essendo piuttosto gassoso, viene alla superficie del bagno creando il caratteristico ribollimento che favorisce il rimescolamento del liquido e il contatto tra la scoria ricca di ossido di ferro e il metallo.
Industria siderurgica: il processo di defosforazione
La defosforazione è un processo che assume una certa rilevanza quando si parla di industria siderurgica. In effetti, con essa si elimina appunto il fosforo dal bagno liquido nel corso della fabbricazione dell’acciaio: l’elemento in questione, quando è contenuto in tenori superiori allo 0,4-0,6%, tende a provocare una notevole fragilità del metallo stesso, motivo per il quale è necessario andarlo a eliminare in misura pressoché totale. Il fosforo è contenuto nell’acciaio sotto forma di fosfuro di ferro, il quale poi reagisce con l’ossido di ferro che è contenuto nella scoria, formando anidride fosforica. Quest’ultima, a sua volta, reagisce con la calce formando il fosfato di calcio, il quale è un composto stabile e facilmente eliminabile con la scoria.