Parco delle Fucine, il trionfo dell’archeologia industriale

di Redazione Commenta

L’archeologia industriale fa sempre più gola a enti parco e strutture locali.

L’ultima chiara testimonianza di questa tendenza è quella del Parco delle Fucine, più precisamente il comune di Casto, in provincia di Brescia: in effetti, la campagna archeologica di questa zona, avviata da quasi un anno ormai, si sta arricchendo di iniziative culturali e artistiche, volte a impreziosire l’ambiente circostante. Le nuove sculture di ferro che sono state donate al parco fanno capire come arte e archeologia industriale siano due elementi che si combinano in maniera perfetta. L’intento è quello di valorizzazione la cosiddetta “via del ferro”, con un’area accessibile da tutti, non solo con l’automobile, e dove è possibile ammirare i resti degli antichi impianti dove si lavorava appunto il ferro.


Tra l’altro, queste strutture industriali sono ottimamente conservate, dunque si può comprendere facilmente qual era il ciclo di produzione degli anni passati, un tuffo nella storia davvero interessante. Nel 2010 sono state riportate all’antico splendore delle fucine, una calchera, quattro opifici e delle opere idrauliche, oltre a delle trombe idroeloiche utilizzate appunto per le varie lavorazioni.

Dal 28 maggio, inoltre, è possibile visitare una mostra temporanea ispirata chiaramente all’artigianato del ferro e che comprende molte altre realizzazioni oltre alle sculture già citate in precedenza.

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