Riscaldamento industriale: l’utilità dei termocamini

di Redazione Commenta

Cosa si intende esattamente con il termine “termocamino”? Il riscaldamento industriale, ma anche quello della casa, prevede questo utilizzo, molto indicato quando si desidera fornire calore a più ambienti nello stesso momento: sono varie le tipologie di tali focolari, dunque bisogna distinguerle in base al loro scopo. Anzitutto, si possono citare i cosiddetti modelli “ad aria”, nei quali il calore viene trasmesso dal camino in questione alle stanze che necessitano del calore e del riscaldamento attraverso delle opportune canalizzazioni.

La seconda tipologia, invece, è quella del termocamino ad acqua, il quale può sostituire la caldaia tradizionale, vale a dire quella che funziona a gas oppure con un altro combustibile, grazie alle sue capacità di riscaldamento sia dell’acqua dei radiatori sia di quella sanitaria: si tratta in pratica di una scelta che può essere adottata in quegli edifici che presentano come caratteristica principale una metratura piuttosto ampia e su più livelli, andando a puntare su un modello che abbia la potenza più idonea. A questo punto, può subentrare un’altra domanda importante: quali sono i combustibili più sfruttati in tal senso? La maggior parte dei camini, anche di questi termocamini, funziona grazie alla legna o al pellet, anche se non sono rare le proposte di modelli a sistema misto.

Ad esempio, a differenza del metano, del gasolio o del gas propano liquido (gpl), i costi sono il fattore determinante per l’opzione migliore: inoltre, bisogna anche considerare l’ecologicità del combustibile stesso e quanta anidride carbonica è in grado di emettere in atmosfera. Infine, c’è da aggiungere che nei modelli a legna, l’essenza incide sul rendimento; proprio per tale ragione, la betulla e il castagno sono tra le proposte migliori per quel che riguarda il maggior potere calorifico, nonostante il primo di essi, essendo abbastanza tenero, brucia in modo molto rapido. La legna, poi, deve essere asciutta e contenere al massimo il 20% di acqua, con due anni di stagionatura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>