Lo sviluppo industriale di Germania e Stati Uniti nell’800

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Quale sviluppo industriale hanno vissuto nell’800 le altre nazioni europee e internazionali, oltre all’Inghilterra? Un esempio importante è quello offerto dalla Germania: partita in ritardo rispetto ai britannici, la nazione teutonica conquistò negli ultimi decenni del XIX secolo il primato industriale tra i paesi del Vecchio Continente, arrivando addirittura a superare la produzione delle acciaierie inglesi, grazie soprattutto allo sfruttamento delle risorse minerarie (ferro e carbone) delle regioni acquistate con la guerra franco-prussiana del 1870, vale a dire l’Alsazia e la Lorena. Ma non bisogna dimenticare nemmeno il contributo fondamentale del bacino carbonifero della Ruhr.

Grandiosi progetti furono compiuti pure nel campo delle industrie chimiche ed elettrotecniche, anche in virtù delle capacità organizzative di cui i tedeschi seppero dar prova. Questa mirabile ascesa fu possibile grazie all’appoggio dei grandi istituti bancari del paese, i quali si accollarono gran parte del rischio relativo all’impresa in cambio della partecipazione alle decisioni degli industriali. Ma già si faceva strada in quel periodo un nuovo fortissimo concorrente, gli Stati Uniti. Questi ultimi riuscirono nel giro di pochi decenni a superare le nazioni europee, avviandosi a divenire il più grande arsenale del mondo dal punto di vista industriale. Tra gli imponenti complessi sorti in quegli anni bisogna sicuramente ricordare le acciaierie Carnegie di Pittsburgh e la Standard Oil Company per la raffinazione del petrolio, sorta negli anni Ottanta ad opera del giovane newyorkese John Davison Rockefeller.

Su questa scia si accodarono molti altri operatori economici, quali quello del piombo, dello zucchero, del tabacco, della gomma e del ferro, e dei maggiori servizi pubblici, come ad esempio le ferrovie, il telegrafo, il telefono le società di navigazione, il gas e l’elettricità. Le concentrazioni industriali provocarono la totale saldatura tra classe politica e interessi finanziari, quindi il potere economico fu in grado di determinare in ultima analisi le scelte dei governi, molto solleciti ad assecondare questa vocazione espansionistica.

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