Tunisia: buon aumento per gli investimenti nel settore industriale

L’Agenzia di Promozione dell’Industria e dell’Innovazione ha reso note le ultime performance fatte registrare dal settore industriale della Tunisia: quali sono i dati che meglio di altri possono descrivere la situazione del paese africano? Anzitutto, il mese di aprile è stato caratterizzato da un buon aumento per quel che concerne l’intero comparto, vale a dire 8,3 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo vuol dire che la nazione maghrebina è stata protagonista di un totale di investimenti pari a 1,23 miliardi di dinari locali (tale somma equivale a circa seicento milioni di euro per la precisione), mentre nel 2011 ci si era fermati a 1,13 miliardi.

L’incremento in questione può essere facilmente spiegato andando ad analizzare tutte le componenti della filiera. In particolare, l’industria delle calzature e della lavorazione della pelle è letteralmente schizzata verso l’alto con un +442,3% che fa davvero impressione, mentre i rialzi sono stati decisamente più contenuti per quel che concerne il tessile e l’abbigliamento (+51,3% per la precisione) e l’industria chimica (oltre il 26%). Al contrario, bisogna aggiungere che gli investimenti effettuati in altri settori non sono andati così bene, visto che l’industria meccanica e metallurgica (-29%), quella dei materiali per costruzioni (-16,9%) e quella della ceramica e del vetro (-5,6%) hanno fatto parlare di loro per questi risultati decisamente negativi.

L’industria tunisina rimane pur sempre il secondo settore dell’economia nazionale, rappresentando circa un terzo dell’intero prodotto interno lordo. Da questi dati non è stato possibile capire l’andamento dell’industria alimentare, ben sviluppata da queste parti grazie alla produzione di cereali come il mais e l’avena, delle olive e della frutta, senza dimenticare l’industria della pesca, con la divisione della trasformazione di prodotti alimentari sempre in grado di farla da padrona. Infine, non si deve dimenticare che il paese è uno dei principali produttori al mondo di fosfati (sesto posto a livello internazionale).