Il Vietnam alle prese con l’inquinamento del suo maggiore parco industriale

di Simone Ricci Commenta

Gli agricoltori vietnamiti attivi nel settore della pesca si sono trasformati in veri e propri scienziati in questi ultimi giorni: il loro intervento, seppure con mezzi non proprio classici e tradizionali, è stato fondamentale per gestire nel migliore dei modi l’inquinamento delle acque provocato dal Parco Industriale Bien Hoa 1, senza dimenticare il contributo fin troppo evidente di una azienda attiva nel settore della carta. La contaminazione è stata scoperta lasciando un pesce in una gabbia: con l’animale morto si è capito quali sezioni idriche erano realmente inquinate. Nessuno sta comunque dicendo che questo evento così dannoso nel fiume Dong Nai stia assumendo delle proporzioni serie e preoccupanti.

Non bisogna dimenticare, però, che questa acqua viene sfruttata anche per dissetare ben venti milioni di persone, vale a dire quelle che abitano a Ho Chi Minh City e nelle province circostanti, anche se le autorità locali hanno tergiversato fin troppo prima di agire in maniera effettiva ed efficace. Giusto una settimana fa, il Comitato Popolare di Ho Chi Minh City ha richiesto alle autorità di Dong Rai di agevolare una nuova collocazione del parco industriale di cui si sta parlando, la cui costruzione risale agli anni Sessanta del secolo scorso e responsabile di scarichi davvero allarmanti all’interno del fiume. La flora acquatica non riesce più a crescere e a fiorire come dovrebbe essere naturale.

L’obiettivo ambizioso da raggiungere prevede 3,7 miliardi di litri d’acqua al giorno da qui al 2025, la maggior parte della quale dovrebbe provenire proprio dal fiume in questione. Bien Hoa 1 rappresenta il parco industriale più antico del Vietnam meridionale e copre un’area di circa 320 ettari. Lo sviluppo industriale che esso ha reso possibile è innegabile, ma i problemi non mancano. A questo punto, è lecito attendersi momenti ancora tesi per cercare di risolvere i problemi, la nazione asiatica è una economia emergente, ma non può dimenticare la tutela ambientale.

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