Chimica industriale: il cloroformio

di Simone Ricci Commenta

Di solito viene associato a uno dei suoi effetti principali, quello narcotico: il cloroformio è un liquido incolore, di odore e sapore dolciastri e molto caratteristici. Esso, inoltre, è poco solubile in acqua, mentre risulta esserlo nell’alcool oppure nell’etere, senza dimenticare che non rischia mai l’infiammabilità. In aggiunta, il cloroformio è in grado di sciogliere le resine, il caucciù, i grassi, lo iodio e l’indaco. All’aria e alla luce, comunque, si decompone in maniera parziale in cloro, acido cloridrico, cloruro di carbonile e fosgene.

Per quel che concerne la conservazione, poi, quest’ultima viene assicurata da bottiglie scure, dopo che si è provveduto a miscelarlo con lo 0,5% di alcool puro che ne impedisce di fatto la decomposizione. La preparazione industriale è presto detta: quando si prepara il cloroformio per riduzione, infatti, si sfruttano soprattutto l’idrogeno e il tetracloruro di carbonio, mentre in ambito prettamente industriale si agisce sull’alcool oppure sull’acetone. Nel corso di questa fase si formano quasi sempre, come prodotti secondari, altri composti clorati che devono essere eliminati in maniera accurata, o per congelamento o attraverso una opportuna distillazione. Il cloroformio viene impiegato soprattutto come solvente, in modo da riuscire a estrarre oli, cere, resine, come solvente del caucciù, ma anche come insetticida e vermicida.

Nella seconda metà dell’800, inoltre, il cloroformio è stato largamente sfruttato anche come anestetico in ambito chirurgico; da questo punto di vista, l’effetto del liquido in questione, il quale viene di solito inalato insieme all’aria in delle maschere aperte, è molto potente e produce una anestesia completa in pochissimi minuti. Normalmente, poi, il paziente si risveglia dieci o quindici minuti dopo la cessazione delle inalazioni. Bisogna anche rilevare un forte effetto depressivo su molti organi, in primis il cuore, i vasi sanguigni, il fegato, il pancreas e i reni. Il margine di sicurezza nell’utilizzo del cloroformio come anestetico è comunque piuttosto ridotto.

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