Inquinamento industriale: il problema delle Tar Sands

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Se si dovesse stilare una classifica dei progetti più devastanti dal punto di vista dell’inquinamento industriale, le Tar Sands occuperebbero sicuramente una posizione importante.

Addirittura, c’è chi si è sbilanciato parlando del “progetto più devastante del mondo”: il fenomeno è tipico del Canada e si caratterizza per questa poltiglia di bitume, argilla e sabbia, un ammasso da cui si può ricavare il petrolio. Quest’ultima estrazione, per l’appunto, avviene dopo avere abbattuto le splendide foreste boreali del paese nordamericano, con il terreno che viene “bollito” dall’acqua dolce e dal gas naturale.

Il paesaggio viene rovinato completamente e l’inquinamento industriale è uno dei più tossici al mondo, con effetti negativi sulla salute degli abitanti e dei fiumi che scorrono non lontano dalle miniere. Il processo utilizzato è piuttosto articolato: in pratica, si sprigiona moltissima energia e di conseguenza le emissioni anidride carbonica in atmosfera sono superiori di ben cinque volte rispetto alle estrazioni classiche.

Le Tar Sands stanno coinvolgendo anche l’Europa: i prodotti ottenuti da tali lavorazioni industriali finiscono in piccola parte nel Vecchio Continente, ma l’aumento sta diventando progressivo e il Parlamento Europeo dovrà esprimersi in merito alle importazioni con una apposita direttiva che disciplini la qualità dei combustibili, scegliendo tra il divieto o meno.

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