Anche a marzo produzione industriale in calo

di Redazione Commenta


Dopo i dati negativi registrati a febbraio, anche il mese di marzo non porta buone notizie per la produzione industriale italiana. Gli indici aggiornati dall’ISTAT mostrano infatti una contrazione sia in termini congiunturali rispetto al mese precedente sia in termini tendenziali nel raffronto con lo stesso mese del 2013.

Nel dettaglio delle cifre l’ISTAT ha rilevato che l’indice destagionalizzato della
produzione industriale per il mese di marzo 2014 è calato dello 0,5% rispetto febbraio. Fatto 100 il valore di riferimento per il 2010, l’indice è sceso a marzo a quota 91,4. Resta invece in terreno positivo il valore medio del primo trimestre del 2014 (Gennaio – Marzo) che segna una crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (ottobre – dicembre 2013).

In termini tendenziali l’indice della produzione industriale corretto per gli effetti del calendario registra a marzo 2014 un calo dello 0,4% rispetto al mese di marzo 2013. Per effetto del buon mese di gennaio, la media del primo trimestre del 2014 segna una crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un quadro più dettagliato deriva dall’analisi dei singoli raggruppamenti di industria per tipologia di beni prodotti. Nel confronto tra febbraio e marzo l’unico settore industriale che registra una crescita dell’indice di produzione è quello dei beni strumentali (+0,6). E’ invece negativa la variazione per i settori dei beni di consumo durevoli (-1,7%), dei beni di consumo non durevoli (-3,4%), dei beni intermedi (-0,1%) e dell’energia (-0,5%).

Nel confronto tendenziale tra marzo 2014 e lo stesso mese del 2013 appare particolarmente vistoso il calo dell’indice di produzione industriale per il settore dell’energia che registra una diminuzione dell’11,1%. Negativo è anche l’andamento dei beni di consumo durevoli (-5,3%) e dei beni di consumo non durevoli (-0,8%). In terreno positivo si muovono invece i settori dei beni strumentali (+2,7%) e dei beni intermedi (+2,9%).

[Via | ISTAT]

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