La tensocorrosione dei metalli industriali

La tensocorrosione è, come suggerisce lo stesso nome, una corrosione causata o anche accelerata da alcune sollecitazioni di tipo coagente. Una sollecitazione che ha a che fare con il campo elastico è in grado di abbassare il potenziale di equilibrio (la corrosione per l’appunto) ed aumenta la sua corrodibilità. Quando le parti sono sotto tensione oppure quando non sono sollecitate dallo stesso materiale si può avere una situazione in cui entrambi i casi fanno parte dello stesso materiale. Una sollecitazione di trazione (sempre nel campo elastico per la precisione) può arrivare a condurre a corrosione di tipo intergranulare.

Industria metallurgica: il funzionamento del forno Heroult

Il forno Heroult rappresenta nell’ambito dell’industria metallurgica un tipo di forno elettrico che viene utilizzato per la fabbricazione dell’acciaio. Si tratta, inoltre, del prototipo dei forni elettrici ed è senza dubbio il più diffuso in questo settore, dato che è molto semplice, oltre che economico e di agevole manutenzione. In pratica, esso si caratterizza per un crogiuolo di lamiera di acciaio, rivestito al suo interno di materiale refrattario in genere basico, e provvisto di uno sportello per l’introduzione del materiale e di un foro di colata a forma di becco.

A Cosenza un corso di formazione professionale per filandaie

La produzione tessile del nostro paese risale a molti secoli fa: i primi allevamenti di banchi da seta possono essere fatti risalire al 1100, con le città di Firenze e Palermo molto attive in questo senso. Eppure, la tradizione non è andata persa. Un esempio lampante è quello della Provincia di Cosenza, la quale presenterà proprio nel corso della giornata di domani un progetto molto interessante. Si tratta, infatti, di coinvolgere con un inserimento lavorativo ben preciso e una formazione altrettanto approfondita delle filandaie. L’incontro di domani mattina avrà luogo a Cosenza, più precisamente nel Salone degli Specchi.

Il tiraggio forzato dei camini

Il tiraggio forzato dei camini può essere ottenuto sostanzialmente in due modi. Il primo di essi consiste nell’immettere aria forzata direttamente da un ventilatore sotto la griglia del forno, il quale viene a trovarsi a pressione superiore rispetto a quella atmosferica. La seconda modalità, invece, prevede che vi sia l’aspirazione del fumo tramite un ventilatore disposto alla base del camino: in questa maniera il forno stesso risulta essere in depressione. In questo secondo caso, inoltre, si può far sì che tutta la corrente dei gas attraversi il ventilatore (si parla di “aspirazione diretta”), oppure che il ventilatore aspiri solo una piccola parte dei fumi (o una certa quantità di aria esterna) e che li lanci ad alta velocità alla base del camino.

A cosa serve la camicia di vapore

La camicia di vapore rappresenta un sistema molto antico per poter diminuire in maniera appropriata il consumo di vapore che è dovuto alle condensazioni all’interno dei cilindri delle macchine a vapore alternative. In effetti, in tali macchinari si ha una perdita piuttosto grave per il fatto che, durante la fase di introduzione, il vapore trova le pareti del cilindro alla temperatura dello scarico che si è svolto in precedenza, vale a dire relativamente fredde. Per tale motivo, una certa parte di vapore, la quale può arrivare addirittura al 50% e oltre, si condensa sulle parti realizzate in metallo, con una conseguente forte riduzione del lavoro e maggior consumo di vapore stesso.

Industria tessile: le camere di mischia

Nell’industria tessile le camere di mischia sono quelle che consentono di mescolare i cotoni di una o più partire di balle: essi possono presentare delle differenze molto leggere per quel che riguarda il colore e la purezza, mentre è sempre preferibile che l’impasto necessario al filato sia quantomeno omogeneo. Le diverse qualità di cotone, prelevate ad esempio da una cinquantina di balle, vengono accumulate nelle camere in questione in strati orizzontali. La mescolanza, sia pure molto grossolana, si otterrà andando a prelevare il cotone con le prese verticali. Le camere sono costituite da celle a pareti di legno con base quasi quadrata (di circa quattro metri di lato per la precisione).

Industria alimentare: la lavorazione del cacao

In genere, la composizione dei semi di cacao decorticati è composta da diversi elementi. Si tratta, anzitutto, dell’acqua (fino al 10%), delle sostanze azotate, quelle grasse, amido e zuccheri, tannino, il rosso di cacao (una speciale sostanza colorante che si forma di solito nei semi più maturi), cellulosa, ceneri, teobromina e caffeina. Anche all’interno dei gusci si trova una composizione altrettanto variegata. Tra l’altro, nelle ceneri di cacao si trova una quantità molto piccola di rame, il quale rappresenta circa lo 0,002% dei semi decorticati e lo 0,02% dei gusci. Come viene effettuata la lavorazione industriale del prodotto?

Impianti industriali: come funzionano le saline

La salina è una zona di terreno che viene preparata per l’evaporazione e la cristallizzazione frazionata di acqua salata, in genere acqua marina, da cui si ricava principalmente cloruro di sodio (appunto il sale) per effetto dell’azione del calore solare e del vento. Le saline occupano delle estensioni molto elevate di terreno pianeggiante, divise in vari ordini di vasche o bacini, i quali determinano due gruppi di superfici: uno è quello evaporante (bacini di evaporazione o caselle servitrici) e l’altro salante (caselle salanti). Nel primo caso si compie la concentrazione delle acque fino a renderle sature di cloruro di sodio, mentre nel secondo si effettua la separazione del sale.

Terre rare: come l’industria impiega il samario

Il samario è uno degli elementi che fa parte delle famiglia delle cosiddette “terre rare”. Il numero atomico è il 62, mentre il peso atomico è 150,4, senza dimenticare che il simbolo identificativo è Sm. Esso è stato ottenuto per la prima volta in forma pura nel lontano 1901: al giorno d’oggi, invece, i suoi composti trivalenti (il samario ha delle interessanti caratteristiche e proprietà metalliche) possono essere facilmente separati dai sali delle altre terre rare, il tutto attraverso una cromatografia a scambio ionico. L’ossido di samario si scioglie in maniera piuttosto agevole negli acidi, dando vita a una serie di sali che vengono di solito impiegati come scintillatori fotosensibili nella regione spettrale del rosso e dell’infrarosso.

Chimica industriale: le particolarità della gomma butile

La gomma butile è una gomma sintetica che si ottiene dalla copolimerizzazione di due elementi, l’isobutilene e l’isoprene. Nel primo caso, la polimerizzazione consente di ottenere dei prodotti che sono privi di doppi legami e di conseguenza non vulcanizzabili. Andando ad aggiungere l’isoprene in quantità molto piccole (dall’1,5 al 4,5% per la precisione) si riesce a superare brillantemente questo ostacolo. In effetti, le catene che si ottengono in tale maniera sono caratterizzate da molecole di isobutilene che vengono intervallate ogni tanto da una di isoprene.