Chimica industriale: gli addensatori per la torbida

L’addensatore è un’apparecchiatura che viene sfruttata di frequente dalla chimica industriale: essa è idonea a ricevere, in particolare, la cosiddetta torbida. Di cosa si tratta con esattezza? Nello specifico, la torbida non è altro che qualsiasi tipo di sospensione di un solido in un liquido: un esempio classico, inoltre, può essere quello del minerale e della ganga che sono trascinati in sospensione da una corrente d’acqua all’interno dei cantieri di arricchimento dei minerali. Con l’addensatore è possibile agevolare il deposito di una parte dei componenti solidi che sono contenuti proprio in tale sospensione chimica.

Trieste, Amburgo e Stoccolma unite dalle macchine della Rivoluzione Industriale

Italia Nostra è l’associazione che si occupa di promuovere la salvaguardia e la tutela dell’ambiente e del territorio del nostro paese: ebbene, la sezione triestina ha reso noto da tempo il suo programma culturale, il quale andrà a coinvolgere, oltre ovviamente alla città friulana, anche la Germania con Amburgo e la Svezia con Stoccolma. Il calendario va dall’attuale mese di settembre fino al prossimo mese di dicembre e ha come obiettivo principale quello di far conoscere il più possibile i patrimoni industriali e portuali delle città appena menzionate, senza dimenticare la valorizzazione di presenze industriali all’interno della regione Friuli Venezia Giulia.

Design industriale: Flos vince la sentenza sulla lampada Arco

Tante “scopiazzature” e mai un po’ di giustizia: finalmente la lampada Arco, uno dei migliori rappresentanti del design industriale del nostro paese a livello internazionale, è riuscita a scrivere una pagina importante della propria storia, anche se ci sono voluti ben sei anni di attesa. In effetti, ci ha pensato il Tribunale di Milano a invertire il trend a cui purtroppo ci si stava abituando. Entrando maggiormente nel dettaglio della sentenza, c’è da dire che il giudizio ha riguardato la società Flos contro la Semeraro Casa&Famiglia.

Industria metallurgica: il gadolinio

Tra le tante terre rare, un discorso a parte lo merita senza dubbio il gadolinio: questo metallo, infatti, ha un aspetto bianco e presenta tra le sue caratteristiche fondamentali la duttilità e la malleabilità. Tra l’altro, esso risulta essere molto stabile all’aria, senza dimenticare la copertura veloce del proprio ossido che lo caratterizza nel momento in cui c’è dell’umidità. In aggiunta, la reazione con l’acqua è davvero molto lenta, senza dimenticare lo scioglimento all’interno degli acidi diluiti. La superconduttività è una particolarità, invece, che si raggiunge nel momento in cui le temperature sono inferiori ai mille gradi, oltre al fatto di essere magnetico a temperatura ambiente, un dettaglio da non trascurare.

Terre rare: gli impieghi industriali del praseodimio

Il nome può sembrare complicato e aggressivo, ma in realtà il praseodimio è uno dei metalli industriali più teneri in assoluto: il suo tipico colore è quello argenteo, mentre il gruppo di appartenenza è quello dei lantanidi. L’aria e la sua esposizione tendono a formare uno strato di ossidazione su tale elemento, una delle terre rare di cui non si sente poi parlare così spesso, con una patina di colore verde che è utile per preservare da una ulteriore corrosione. Di conseguenza, la resistenza a quest’ultima è molto più alta rispetto a quella di altri metalli simili, in primis l’europio e il cerio.

Chimica industriale: l’utilità del forno Thelen

Il forno Thelen è quel macchinario che viene ampiamente sfruttato dal settore della chimica industriale per ottenere la calcinazione e l’essiccamento del bicarbonato di sodio: non si tratta di un bicarbonato qualsiasi, bensì quello che viene sfruttato nell’ambito della fabbricazione della cosiddetta soda Solvay. La reazione chimica è piuttosto precisa e particolare, ma quello che interessa maggiormente approfondire sono le caratteristiche del forno in questione.

Costruzioni industriali: l’emulsione di bitume

Tra le principali emulsioni che il settore industriale è in grado di garantire c’è senza dubbio quella di bitume, molto utile, come è facilmente intuibile, per le costruzioni stradali. Essa viene preparata, infatti, andando a unire delle quantità pressoché identiche di bitume e di acqua, aggiungendo, inoltre, il 2% o il 3% di sapone alcalino, ma anche di argilla colloidale e di olio vegetale sulfonato. Queste ulteriori aggiunte servono per rafforzare ulteriormente la funzione emulsionante, con una temperatura che raggiunge i novanta gradi circa. Quali sono le caratteristiche principali di tale emulsione?

Una nuova compagnia farà parte del parco industriale di Suzhou

Il Parco Industriale di Suzhou sta per accogliere un nuovo ingresso: si tratta di una nuova compagnia attiva nel campo della biochimica, una novità che è stata resa possibile dall’accordo preliminare tra la cinese BioBay e il Temasek Life Sciences Laboratory, utile per stabilire una impresa che sia in grado si specializzarsi nella produzione di vaccini e antibiotici. L’investimento finanziario che è previsto è di dieci milioni di dollari americani, con il laboratorio a cui si è fatto riferimento in precedenza che fornirà tutta la propria esperienza dal punto di vista tecnico.

La lavorazione delle terre da fonderia

Le terre da fonderia devono rispondere a determinati e specifici requisiti: anzitutto, la plasticità, dato che esse devono assumere la forma che è impressa in tutti i suoi particolari. Inoltre, non si possono neanche dimenticare la coesione, con la terra che necessita dell’estrazione del modello senza lo sgretolamento, sopportando allo stesso tempo la spinta del metallo liquido. Per quel che riguarda la porosità, le terre da fonderia devono lasciarsi attraversare dall’aria che è cacciata fuori dall’ingresso del metallo fuso e deve consentire il passaggio dei gas (in primis il vapore acqueo) che si sviluppano durante la colata nella forma.

Le tolleranze di fabbricazione

Le tolleranze di fabbricazione sono state introdotte con uno scopo duplice. Anzitutto, l’intento è quello di assegnare all’operatore e al macchinario industriale un adeguato margine di errore per quel che riguarda la realizzazione di una certa dimensione. Bisogna comunque approfondire l’espressione “adeguato margine di errore”: in questo caso, infatti, si vuole intendere sia la riduzione degli errori nel momento in cui si realizza un organo di precisione, sia, dal punto di vista inverso, di non obbligare in modo inutile la macchina e l’operatore a spingere al massimo la precisione del lavoro nella realizzazione di una quota che è senza importanza.