Design Industriale: Antrax It selezionato dall’Adi

Il nome Antrax It fa pensare immediatamente a una delle principali compagnie del nostro paese per quel che concerne il design industriale: si tratta, nello specifico, dell’azienda di Resana (provincia di Treviso per la precisione) che riesce a dare una vera e propria “forma” al calore grazie ai suoi elementi radianti, gli scaldasalviette e i caminetti. Sono anni, ormai, che il gruppo veneto opera con successo in tale ambito, producendo elementi di qualità e l’impiego sempre più diffuso e convinto delle tecnologie avanzate e all’avanguardia, senza dimenticare le collaborazioni strategiche instaurate con dei design di fama mondiale, hanno permesso di unire idealmente l’elevata funzionalità e l’estetica.

Futuro industria fotovoltaica

Secondo quanto affermato da una recentissima ricerca curata dal GTM Research, e confluita nel Report “Global PV Module Manufacturing 2013: Competitive Positioning, Consolidation and the China Factor”, entro i prossimi tre anni ben il 60 per cento delle società operanti nell’industria fotovoltaica sono destinate a scomparire. Il settore si evolverà, così, verso un consolidamento che farà fuori i pesci piccoli, permettendo una più congrua sopravvivenza dei grandi gruppi industriali, che ingloberanno al loro interno di business delle imprese di minori dimensioni.

Industria veneta in profondo calo

Nel corso del secondo trimestre dell’anno il fatturato industriale del Veneto ha registrato una flessione del 5,1 per cento rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dell’anno precedente. A rivelarlo è un recentissimo studio condotto da Officina Veneto dal quale emerge come la situazione si riveli “meno difficile” solamente per le imprese di Venezia (-2,4 per cento) e Belluno (-3,4 per cento) che nel calo generalizzato hanno una miglior tenuta, di gran lunga inferiore alla media della regione.

La seconda vita del polo chimico di Torviscosa

Friulia, la società per azioni che si occupa dello sviluppo economico della regione Friuli Venezia Giulia, ha reso possibile la nascita di Halo Industry: questa creazione è stata perfezionata grazie al contributo fondamentale di due soci industriali, vale a dire Bracco e Bertolini, in modo da rilanciare in maniera adeguata il nuovo polo chimico di Torviscosa (stiamo parlando della provincia di Udine per la precisione). In pratica, l’intervento più importante sarà rappresentato dall’impianto per la lavorazione del cloro e della soda industriale, senza dimenticare l’acquisto della gestione commissariale dei terreni utili per i nuovi insediamenti produttivi.

Chimica industriale: il cloroformio

Di solito viene associato a uno dei suoi effetti principali, quello narcotico: il cloroformio è un liquido incolore, di odore e sapore dolciastri e molto caratteristici. Esso, inoltre, è poco solubile in acqua, mentre risulta esserlo nell’alcool oppure nell’etere, senza dimenticare che non rischia mai l’infiammabilità. In aggiunta, il cloroformio è in grado di sciogliere le resine, il caucciù, i grassi, lo iodio e l’indaco. All’aria e alla luce, comunque, si decompone in maniera parziale in cloro, acido cloridrico, cloruro di carbonile e fosgene.

Gli anticongelanti più sfruttati in ambito industriale

L’anticongelante è quella sostanza della chimica industriale che viene aggiunta a un determinato liquido per riuscire ad abbassarne il punto di congelamento. I prodotti più comuni che sono impiegati in tale ambito sono senza dubbio la glicerina, gli alcool etilici, metilici e isopropilici, i glicoli etilenico e propilenico. Un’altra classe di prodotti anticongelanti è rappresentata senza dubbio dalle salamoie, utilizzate negli impianti frigoriferi come liquidi circolanti; esse comprendono a loro volta delle soluzioni acquose di sali come il cloruro di sodio o di calcio. I requisiti che una sostanza anticongelante deve possedere perché possa rispondere in maniera egregia al suo scopo sono davvero moltissimi; tra i più importanti, se ne possono citare diversi.

Industria metallurgica: le leghe antifrizione

Le leghe antifrizione sono molto sfruttate dall’industria metallurgica: in effetti, esse sono destinate al rivestimento delle parti di macchine sottoposte a una particolare usura per attrito, come ad esempio i perni, le teste di biella, i collari di eccentrici e molto altro. Tali leghe, inoltre, devono avere un coefficiente di attrito molto ridotto, oltre a una elevata resistenza all’usura e allo schiacciamento, senza dimenticare l’alto grado di plasticità. Per realizzare queste specifiche caratteristiche si utilizzano delle leghe multiple, costituite da una matrice metallica che è relativamente plastica e in cui sono dispersi gli elementi cristallini di notevole durezza.

Archeologia industriale a Palermo: le ex Officine Ducrot

Cultura e archeologia industriale, il connubio è solido e può ancora essere migliorato: un esempio di successo, pur se parziale, che si può citare è senza dubbio quello delle Officine Ducrot di Palermo, quelli che oggi sono conosciuti come Cantieri Culturali della Zisa. Questi ultimi vengono sfruttati in maniera frequente per organizzare mostre e altri appuntamenti culturali di rilievo, così come lascia intuire il nome stesso, ma in passato erano utilizzati per scopi ben diversi. Qual è la storia che ci possono raccontare?

I cilindri di bloccaggio CB di Tecnofluid Engineering

La Tecnofluid Engineering si è dimostrata da sempre una società all’avanguardia per quel che riguarda il settore idraulico: la società a responsabilità limitata di Cesano Maderno (provincia di Monza-Brianza) ha focalizzato la propria attenzione su due elementi specifici per realizzare la sua serie di cilindri di bloccaggio CB. In effetti, gran parte della clientela è sempre più alla ricerca di dimensioni ridotte al massimo e di forze di spinta migliori rispetto a quelle degli anni passati, ragione per cui l’azienda brianzola ha puntato su questi pressori nuovi di zecca.