La seccheria è una delle parti principali della macchina continua che viene utilizzata nell’industria della carta. Lo scopo di essa è quello di disidratare in modo quasi completo il nastro continuo, facendolo passare sopra dei cilindri essiccatori, riscaldati con del vapore saturo alla pressione di circa due atmosfere. I cilindri in questione sono realizzati di solito in ghisa: il loro diametro, inoltre, e il loro numero tendono a variare a seconda delle larghezza e della velocità che sono previste. L’insieme dei cilindri essiccatori (la cosiddetta “batteria”) è suddiviso in una o più sezioni distinte, ognuna delle quali è formata da un certo numero di cilindri che sono disposti su due file sovrapposte.
Industria siderurgica: l’importanza del secchione
Quando si parla di “secchione” in ambito industriale, si fa riferimento a un sinonimo della siviera; si tratta, infatti, di un grande tino a sezione circolare, il quale presenta una leggera conicità che è aperta verso l’alto e in cui si versa l’intera colata di acciaio liquido che proviene direttamente dal forno di produzione. L’iter da seguire in tal caso è presto detto. Anzitutto, nel secchione l’acciaio viene fatto sostare per alcuni minuti, con il preciso obiettivo di consentire a quelle scorie che sono interposte di salire fino in superficie. La secchia di colata è fabbricata con delle robuste lamiere chiodate, oppure anche saldate, in modo parziale o totale, tanto che poi essa può essere foderata con dei mattoni refrattari di diverso spessore.
Fano: il primo impianto industriale a olio vegetale
La green economy ha cominciato a espandersi nel nostro paese da troppo poco tempo, ma ormai il settore si è sviluppato in maniera importante: la costruzione di centrali che vengono alimentate da oli vegetali potrebbe essere l’ennesimo passo fondamentale in questo senso. Il settore industriale dovrebbe quindi trarne dei vantaggi di un certo rilievo. L’inaugurazione ufficiale di questa struttura risale a due giorni fa, quando la zona industriale di Bellocchi (ci troviamo a Fano, in provincia di Pesaro), con le biomasse liquide a farla da padrona e l’intera provincia circostante che è destinata a interessarsi a breve. Quali sono le caratteristiche più importanti di questi impianti?
La scorificazione industriale dei metalli
La scorificazione è quella operazione dell’industria metallurgica che consiste essenzialmente nell’eliminare la scoria che si forma come prodotto secondario nei processi di produzione dei metalli e delle loro leghe: la scoria generalmente è più leggera della lega metallica stessa da cui deriva, quindi questo vuol dire che tende a galleggiare sul bagno metallico che viene approntato. Di norma, poi, essa viene estratta rompendo un tappo di argilla che chiude un foro che è predisposto proprio a questo scopo, in una parete laterale del forno a una altezza che possa definirsi conveniente, tenendo presente lo spessore che vanta il bagno in questione e quello dello strato di scoria.
Industria delle costruzioni edili: gli escavatori
L’industria delle costruzioni edili beneficia anche e soprattutto di un importante macchinario, l’escavatore: si tratta di un mezzo che è largamente impiegato in questo senso e per i lavori di scavo di fondazioni, di trincee per la posa di cavi e tubazioni, di canali di irrigazione e per gli scavi in galleria. Nel caso di un utilizzo subacqueo, inoltre, la macchina industriale in questione viene conosciuta più comunemente come “draga”. L’elemento che viene solitamente usato per definire la grandezza di un escavatore è la capacità del cucchiaio frontale, visto che è in funzione di esso che si dimensiona la quasi totalità dei suoi organi. Quali sono le categorie più diffuse in questo senso?
Industria alimentare: analisi e lavorazione delle farine
Con il semplice nome di farina s’intende dal punto di vista merceologico il principale prodotto che si ottiene dalla macinazione del frumento; l’espressione “farina di”, al contrario, sta a indicare i principali prodotti che si ricavano dalla macinazione di semi ricchi di amido e provenienti dalle graminacee (granturco e orzo in primis), dalle leguminose (fagioli e piselli) e dalle piante di altre famiglie. Le farine di frumento sono composte principalmente da amido, sostanze azotate (glutine) e da sostanze grasse, anche se in minore quantità, senza dimenticare i carboidrati, le sostanze minerali e un certo grado di umidità. Dal punto di vista commerciale, poi, si rende a distinguere le farine di grano tenero, vale a dire quelle che sono destinate alla panificazione, gli sfarinati e le semole di grano duro, destinati invece alla pastificazione industriale.
Lavorazione industriale dei metalli: l’uso del fascio elettronico
La tecnica del fascio elettronico è quel metodo di lavorazione industriale che prevede lo sfruttamento dei metalli basato sulla trasformazione dell’altissima energia cinetica di un fascio di elettroni. È proprio grazie a questa scelta che sono comparse sul mercato diverse apparecchiature da utilizzare per la saldatura, la fresatura, la foratura e la fusione dei metalli in questione. L’apparecchiatura fondamentale può essere identificata con un normale cannone elettronico, attrezzato in maniera particolare e capace di generare un intenso fascio di elettroni. A differenza però del normale cannone elettronico, questo presenta un anodo forato in modo da lasciar passare il fascio di elettroni accelerati dalla differenza di potenziale energia che esiste tra catodo e anodo.
Macchinari agricoli: la falciatrice
La falciatrice è la macchina agricola che viene impiegata per il taglio dei foraggi sui campi: nella versione più comune con cui si può avere a che fare, l’organo operatore è costituito essenzialmente da una lama a sega che è dotata di un moto rettilineo alternativo rispetto agli organi di sostegno, i quali si muovono, a loro volta, in direzione normale rispetto al movimento che è appena stato descritto. Questo vuol dire che l’operazione di taglio viene svolta dalla lama con un movimento che risulta sinusoidale. Il complesso dell’apparato di taglio viene denominato “barra falciante”. Quest’ultima si compone essenzialmente della barra portalama, un elemento fisso che è generalmente incernierato al telaio della macchina, e della lama falciante (sega), l’elemento mobile che è collegato a detto telaio attraverso il cinematismo che imprime allo stesso il taglio rettilineo alternativo.
Archeologia industriale: l’area dismessa di Pontecagnano
Pontecagnano Faiano, 25mila abitanti, provincia di Salerno: è in questa parte della Campania che si potrebbe sfruttare l’archeologia industriale nel senso della riqualificazione delle aree attualmente dismesse, un valore aggiunto su cui si fa molto affidamento. Non è un caso che la seconda edizione della mostra fotografica ExArea sia stata dedicata proprio a questo argomento, tanto che l’allestimento vero e proprio è stato individuato nell’ex tabacchificio Centola. Si tratta infatti di uno dei tanti monumenti archeologico-industriali che impreziosiscono il nostro paese e che meritano utilizzi di questo tipo anche in futuro: come accade nella maggior parte dei casi, l’arte ha trovato un posto privilegiato in una struttura che viene definita addirittura “bellissima”, con molte altre esposizioni e mostre a farla da padrona.
Le difficoltà del settore industriale valdostano
Il settore industriale italiano non vive certo uno dei momenti più brillanti della sua storia, ma se proprio si volesse trovare un caso emblematico si potrebbe andare direttamente in Valle d’Aosta: la regione settentrionale è infatti caratterizzata da qualche tempo da diverse criticità per quel che riguarda le proprie aziende, come ha messo in luce opportunamente il segretariato regionale della Cgil. In particolare, due imprese di un certo livello come la Heineken e la Lavazza stanno tentando il loro rilancio in maniera faticosa, ma sono riuscite soltanto a ritornare alle assunzioni a tempo determinato e per periodi di tempo piuttosto brevi, l’unica offerta possibile in questo momento.